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di Gabriele De Palma


Per il prossimo primo maggio alcune agenzie di viaggio cinesi hanno pensato a un pacchetto-viaggio insolito: volo a Hong Kong e biglietto del cinema. Obiettivo: consentire ai connazionali di vedere in sale cinematografiche all'avanguardia tecnologica Sex and Zen: Extreme Ecstasy, il primo film soft-core girato in 3D. Le prenotazioni dei cinesi non si sono fatte attendere, anche se molti si organizzeranno da soli per vedere la prima mondiale, il 14 aprile. La ragione è semplice: l'unico mercato in lingua cantonese in cui il lungometraggio uscirà sicuramente senza censure è proprio quello dell'ex-protettorato britannico. Mentre a Taiwan, dove il film uscirà in contemporanea ad Hong Kong, non è ancora chiaro quale livello di censura è stato imposto, anche se comunque nell'isola la difesa della morale pubblica (governativa) è più permissiva di quella che vige a Pechino. E infatti anche a Taipei sono almeno cinque i tour operator che propongono ai cugini d'oltremare l'accoppiata volo e cinema.

Ad attirare i fan cinesi del genere non è solo il successo della serie inaugurata nel 1991 e costituita di quattro episodi tratti molto liberamente dallo stesso libro, Il tappeto da preghiera di carne, novella erotica scritta da Li Yu nel 1659. I critici che l'hanno visto in anteprima hanno raccontato meraviglie sull'uso della terza dimensione per le scene erotiche e il produttore (co-autore dell'adattamento e figlio del produttore del primo episodio) Stephen Shiu ha decantato l'effetto immersivo del 3D “sembra di essere seduti a bordo letto con gli attori”, ha dichiarato al Guardian.

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È la prima volta che una major del cinema per adulti sperimenta la nuova tecnologia. Finora i tentativi di applicare le riprese stereoscopiche ai film a luci rosse si erano limitati alla produzione low budget con titoli come This Ain't Avatar XX e l'italiano Casino 45 (anche se Tinto Brass ha più volte dichiarato di voler rifare Caligola in 3D e potrebbe iniziare le riprese entro la fine dell'anno). La casa di produzione cinese invece non ha badato a spese, quasi 3 milioni di euro il costo dell'operazione, molti dei quali spesi proprio per la tecnologia: telecamere  più ingombranti di quelle tradizionali con due lenti affiancate per riprodurre la visione tridimensionale degli occhi vengono associate al formato ad altissima definizione IMAX. Una scelta coraggiosa non condivisa da molti produttori del settore, che prima di adottare la terza dimensione, molto costosa, preferirebbero aspettare l'eventuale diffusione dei televisori 3D presso i privati in modo da sfruttare anche il mercato domestico.

Il ritorno degli investimenti però sembra possibile, il titolo ha già ottenuto buoni incassi dai primi festival del cinema porno, dove è stato acquisito da diversi distributori internazionali, italiani compresi. Per raggiungere il maggior numero possibile di mercati la casa di produzione ha confezionato diverse versioni di Sex and Zen in 3D, ognuna delle quali adatta alle varie censure nazionali. A Singapore ad esempio non potrebbero approvare scene di sesso di gruppo e monaci in atteggiamenti poco dignitosi. In Italia arriverà il 30 settembre. Il problema più che la censura sarà di natura tecnica: ci sarà una sola sala attrezzata per godere appieno delle sofisticatezze del film. Sono previste lunghe code.