di Eva Perasso

La magia di Harry si è consumata: incassi record in tutto il mondo per il primo week-end di proiezione dell’ultima avventura della saga Potter (l’ottava) e una corsa al galoppo verso i Guinness dei Guinness tra i titoli più ricchi di sempre. Obiettivo: battere gli incassi delle saghe cinematografiche che hanno fatto la storia del cinema e chiudere in bellezza la storia di un bimbo ormai diventato adulto.

Perché – Hollywood lo sa bene – finché non stancano, i sequel incollano sempre al grande schermo. Portando con sé non solo i ricavi del botteghino, ma anche la produzione di gadget, libri, memorabilia, le uscite in dvd, edizioni speciali, videogiochi a tema, bambole e abbigliamento.

Accade dai tempi dei tempi: chi non ha aspettato l’ultimo Star Trek, un nuovo Indiana Jones o un ulteriore James Bond? Così è stato anche in pochi giorni per Harry Potter 8 – croce e delizia di estimatori e denigratori, i primi in fibrillante attesa (come i giovani accampati a Trafalgar Square ad aspettare la prima), i secondi sollevati dall’annuncio della parola “fine” dopo 7 lunghi episodi, riproposti a getto continuo in tv. Sempre che la promessa venga mantenuta.

Solo nel giorno del debutto in Italia “Harry Potter e i doni della morte - Parte 2” (Guarda la Gallery) ha incassato cifre mai viste, pari a 3.350.000 euro nel Belpaese. In America 168,6 milioni di dollari in un fine settimana: il risultato è il migliore di sempre, ma la palma della saga più vista su grande schermo di tutti i tempi va invece – vuoi per anzianità, vuoi per numero di film prodotti e fama del personaggio – all’uomo che non deve chiedere mai.

I 22 lungometraggi di James Bond infatti, dal 1962 (Licenza di uccidere con Sean Connery e la bellissima Ursula Andress) al 2008 (Quantum of Solace) sono in testa tra quelli che hanno guadagnato di più al mondo (oltre 12 miliardi di dollari), seguiti dai sei episodi di Star Wars (dal 1977 al 2005) e appunto da Harry Potter, che si classifica terzo (anche senza gli incassi dell’ultimo arrivato e contando invece gli altri sette film a partire dal 2001, quando uscì Harry Potter e la pietra filosofale).

A scendere in questa classifica stilata dall’Economist grazie ai dati di BoxOffice Mojo, si trovano una serie di sequel dai risultati economici strabilianti e molto vicini tra loro. Dai Pirati dei Caraibi (4 puntate), al Signore degli Anelli (3 episodi), passando per Batman, Shrek e Indiana Jones, e ancora Lo squalo (dal primo indimenticabile del 1975 ai 3 seguenti), Spider-Man, Jurassic Park, StarTrek e Toy Story. Ma la lista non è ancora finita, viste le centinaia di produzioni fortunate di sequel hollywoodiani.

Se dalle saghe ci si sposta invece ai singoli successi, non è più l’agente 007 a vincere sui “nemici”. Il film che ha incassato più biglietti verdi di sempre è il primo Guerre Stellari del 1977, unico lungometraggio a superare i 2,5 miliardi di dollari, seguito da un altro titolo degli anni Settanta, Lo squalo di Steven Spielberg, e da un altro film dello stesso regista, Jurassic Park del 1993.

Se è normale che sia il primo episodio a rimanere nella mente degli spettatori e a essere osannato come”IL” capolavoro della serie, l’andamento dei titoli degli episodi seguenti –almeno ai botteghini – prende spesso strade inaspettate. La stessa ricerca dell’Economist infatti prova anche ad analizzare le singole saghe tracciando un grafico circa gli andamenti episodio per episodio: per Harry Potter si tratta di un successo continuo e lineare per esempio. Ma per Lo squalo si parla di una discesa in picchiata, tanto che molti critici si chiedono come mai si sia arrivati a una quarta puntata. Stesso discorso vale per Jurassic Park. Va meglio invece al Signore degli Anelli e a Batman. Partiti con buoni risultati, hanno migliorato le prestazioni con il passare degli anni. Segno che i grandi schermi ospiteranno ancora diversi titoli delle loro saghe.