Educazione siberiana per Gabriele Salvatores


Gabriele Salvatores ricomincia da zero. È andato in Lituania per girare una pellicola in inglese, con un cast composto in gran parte da attori locali che non hanno mai lavorato con lui. E si è inventato un mondo per raccontare una storia grande e controversa, quella narrata da Nicolai Lilin nel suo best-seller Educazione Siberiana.

L’autore parla della sua giovinezza in Transnistria con gli Urca, una comunità siberiana deportata nel sud della Russia da Stalin. Una comunità di “criminali onesti”. Come il nonno Kuzja, interpretato da John Malkovich: “La storia degli urca è lunga e piuttosto tormentata”, spiega l’attore. “Quando vivi per anni sotto il tallone di uno stato autoritario che ti opprime è facile che crescendo tu diventi violento”. Il suo personaggio è un uomo di cui sarebbe difficile essere amici, in cui convivono violenza e una fortissima integrità morale. Perché “quando un copione è scritto bene, dà una visione sfaccettata della realtà”, dice John Malkovich.

Per il regista è stata una vera sfida far convivere le molte contraddizioni della cultura Urca: “La storia che abbiamo tratto dal libro di Nicolai Lilin mantiene ovviamente una violenza sotterranea”, ammette Gabriele Salvatores.

Il vero protagonista del film è il giovanissimo attore lituano Arnas Fedaravičius, che interpreta Kolyma, l’alter ego dello scrittore. Un ragazzo su cui “suo nonno e la comunità degli urca hanno un’influenza fortissima” ma Kolyma “ha anche un mondo interiore che non riesce ad esprimere ed è costretto a soffocare”.