Tintin cerca l'unicorno, al cinema con Spielberg
Tintin e il segreto dell'unicorno

Steven Spielberg e Peter Jackson si sono incontrati per la prima volta nel 2004 alla notte degli Oscar, quando il regista di Indiana Jones ha consegnato al produttore neozelandese uno degli undici premi che si era aggiudicato “Il ritorno del Re”, ultimo capitolo della trilogia de “Il signore degli anelli”. E scoprono quasi per caso di avere in comune la passione per Tintin.

Una passione che per Jackson nasce da ragazzo: “Ho iniziato a leggere Tintin già negli anni Sessanta quando avevo 17 o 18 anni. Tintin è diventato il fratello maggiore che non avevo, un esempio da imitare”, racconta. Spielberg invece ha conosciuto il fumetto belga quasi vent’anni dopo, leggendo una recensione francese de “I predatori dell’arca perduta”: secondo i critici transalpini Spielberg e George Lucas si erano ispirati a Tintin per creare il personaggio di Indiana Jones. Il regista non aveva mai letto le strisce di Hergè, ma a quel punto, vinto dalla curiosità, decise di leggere il libro. Ricorda Spielberg “Mi sono detto: ‘Oh mio Dio! Anch’io ho fatto un film su un avventuriero giramondo in cerca di segreti e misteri legati al paranormale!’”.

Dovevano passare altri trent’anni prima che la fantasia di Spielberg incontrasse la sapienza digitale di Peter Jackson. Così sono nate “La avventure di Tintin”.