Harry Potter compie dieci anni. In realtà sarebbero quattordici. Dov'è il trucco? Il primo romanzo che parla di lui la scrittrice britannica J. K. Rowling lo ha pubblicato il 30 giugno 1997. Ma per la saga cinematografica diretta da Chris Columbus, bisogna aspettare quattro anni. E ne è valsa la pena perché ha dato il là ad un crescendo di intrighi e avventure che hanno tenuto col fiato sospeso il pubblico di mezzo mondo.
Il trionfo planetario segnato dagli incassi del box office non ha precedenti nella storia se si pensa che il maghetto apprendista stregone è riuscito a fare arrossire l’uomo che non deve chiedere mai ovvero mister James Bond e a stare al passo dei sei film di Star Wars. E tutto questo in barba allo scetticismo iniziale della critica.
Il segreto del successo che ha tenuto vivo l’interesse per le sorti dei protagonisti a distanza di dieci anni e otto film resta forse un mistero. La trama delle prime due pellicole era senz’altro più semplice, più lineare, meno ombrosa e avvincente dei capitoli successivi.
Dai tempi della Pietra filosofale ai Doni della Morte c’è una gran bella differenza, l’eterna lotta tra il bene e il male evolve, prende una forma più cupa. E i personaggi crescono di pari passo maturando anche artisticamente.
I tre maghetti Daniel Redcliffe (Harry), Emma Watson (Hermione) e Rupert Grint (Ron) sono diventati adulti sfidando il perfido Voldemort (Ralph Fiennes), e a guardarli oggi siamo noi i primi a sorprenderci di questa crescita. I tre piccoli divi sono diventati autentiche celebrità pronte ad uscire di scena, senza rimpianti e coi portafogli belli pieni. La storia è finita ma l’incantesimo resta vivo nel cuore dei fan.



