di Camilla Sernagiotto


C’è chi ne ha paura, chi non vede l’ora di salirci, chi l’associa alle vacanze e chi lo usa per lavoro: è l’areoplano, uno dei mezzi più amati dal grande e piccolo schermo.

I motivi per cui qualsiasi regista, se il budget glielo consente, esige una scena in aereo? Innumerevoli: per esigenze di copione, per emozionare, per imbastire thriller mozzafiato ad alta quota, per creare situazioni vertiginose…

Ma l’airplane non è soltanto uno dei contorni preferiti di chi sta dietro la cinepresa: spesso è proprio il piatto forte della serata!

È il caso della serie televisiva appena decollata negli Stati Uniti (e in arrivo da noi a gennaio 2012) incentrata sulla mitica Pan American World Airways, la principale compagnia aerea a stelle e strisce dagli Anni Trenta fino ai Nineties.

Chiamata in maniera friendly Pan Am (titolo scelto per la serie tv), la celebre compagnia di volo trasformò i piloti in vere e proprie Rock Star e le hostess in femme fatale invidiate da qualsiasi altra donna di quel periodo pre-femminista in cui viaggiare all’estero era impensabile per una passeggera in gonnella.

Eppure il serial che vede Christina Ricci vestire i panni bluette dell’uniforme da hostess non è l’unico a rendere omaggio a questo straordinario mezzo di trasporto; anche nella serie cult Lost l’aereo è quasi un protagonista, se si pensa al Boeing 777 del volo 815 della Oceanic Airlines partito da Sidney il 22 Settembre 2004 e mai arrivato a Los Angeles:



Per non parlare poi dei film, che farebbero più volentieri a meno delle scene di sesso piuttosto che di quelle di volo…

Da Fight Club, che non ha certo bisogno di presentazioni, a Turbulence di Robert Butler e Passengers - Mistero ad alta quota di Rodrigo Garcia, sono stati tanti i casting in cui la prima domanda era: “ha mica paura di volare?”

E per fortuna scossero la testa in segno di diniego attori come Leslie Nielsen e Slim Pickens, quest’ultimo meglio conosciuto come maggiore T.J. “King” Kong al comando del bombardiere B-52 in Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, altrimenti non avremmo avuto il piacere di vederli decollare sul grande schermo:



E chissà se Katie Holmes avrebbe pronunciato mai quel fatidico sì a Tom Cruise se lui avesse sofferto di aviofobia…

Di sicuro almeno metà del fascino che Cruise deve al suo personaggio Pete Maverick Mitchell di Top Gun si sarebbe volatizzato.

Stessa cosa vale per Samuel L. Jackson, che per fortuna non soffre né di aviofobia né di ofidiofobia, ossia la paura dei serpenti, altrimenti mai e poi mai sarebbe salito sull’aereo di Snakes on a plane:



Ci sono poi Con Air, Alive, il pauroso Red Eye, che parte come una commediola romantica e diventa un horror appena dopo il decollo, e Flightplan, un thriller capitanato da una bravissima Jodie Foster ad alta quota.