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SEX AND THE CITY

  • Uscita: 2008
  • Nazionalità: USA
  • Durata: 140'
  • Genere: Commedia
  • Regia: Michael Patrick King
Cast: Candice Bergen , Jennifer Hudson , David Eigenberg , Evan Handler , Jason Lewis , Mario Cantone , Sarah Jessica Parker , Kim Cattrall , Kristin Davis , Cynthia Nixon , Chris Noth , Lynn Cohen , Willie Garson , Joanna Gleason , Joseph Pupo
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Incredibile ma vero, Carrie e Mr. Big fanno coppia fissa e si avviano verso il gran rito del matrimonio. Charlotte e il marito Harry hanno felicemente adottato in Cina la piccola Lily, Miranda si barcamena come al solito tra il lavoro di avvocatessa rampante, il buon Steve e il piccolo Brady, e Samantha, che si è trasferita a Malibu con il giovane Smith per fargli da manager, vince se stessa raggiungendo i cinque anni di monogamia assoluta. Questo lo status quo iniziale, destinato ad esser analizzato, vivisezionato e sovvertito nel corso di 145 minuti di risatine, lacrime e margaritas.
Quattro anni dopo l'ultimo episodio della sesta ed ultima stagione, le "ragazze" di Sex and the City , capitanate da Sarah Jessica Parker, sbarcano al cinema, con un aumentato bagaglio di anni, scarpe e segreti da raccontarsi e da raccontare.
Scritto e diretto da Michel Patrick King, perché quel che è giusto è giusto, Sex and the City centra il bersaglio: con grande rispetto dei seguaci della serie, non riprende l'abc del "vivere da single nella città della moda e dell'amore" e nemmeno si contorce per far rientrare il capitolo cinematografico dentro la domanda della settimana, come faceva, con squisitezza architettonica di sceneggiatura, l'episodio tv, ma si lancia in una vera e propria nuova stagione, condensandola in tre atti che hanno il sapore di tre ricche puntate visionate una di fila all'altra, in sintonia con il modo di fruizione del momento (concesso dalla rete e dai dvd).
Lungi dall'essere una minestra (di noodles) riscaldata, il film è dunque "up to date" e insieme un classico nato, summa di una grande città - New York, da Brooklyn a Park Avenue -, di grandi temi - tradimento, perdono, legami e paura degli stessi, indipendenza sentimentale e tendenza recidiva a credere alla favola - e di grandi griffe, da Vera Wang a Oscar de la Renta, da Manolo Blahnik a Vivienne Westwood.
La menzionata nuova stagione è quella dei quarant'anni, buoni per pagare da bere, come i venti lo sono stati per divertirsi e i trenta per imparare la lezione. Le quattro eroine sono alle prese con la declinazione del verbo "ricominciare", ognuna a suo modo, che sarebbe un sacrilegio svelare qui. Sempre all'insegna dell'intelligenza, della sana ambizione, del dialogo brillante e smaliziato (ma la presenza della piccola Lily funge da censore), il percorso del film non dimentica la morale o, per dirla diversamente, il risultato della lezione di autocoscienza, e sposta in secondo piano il superattico, il super abito e la super macchina per celebrare il matrimonio tra autenticità e semplicità.
Più romantico che graffiante, Sex and the City si regge in equilibrio su un tacco a spillo e così dovrebbe restare, fermo, come il pezzo di moda che finisce (sempre più spesso) al museo. La sola idea di un sequel equivale ad uno sgambetto e gli spezzerebbe le caviglie.
Le ragazzacce della celeberrima serie TV _ Carrie che fa coppia fissa con Mr. Big; Charlotte che ha adottato una bambina e poi finalmente resta incinta; Miranda che non fa sesso col marito ma non riesce e perdonargli la debolezza di un'unica, triste, scopatina randagia; Samantha che non ne può più né di Malibu né del suo procace, fedele e distratto compagno _ 4 anni dopo l'ultimo episodio della sesta e ultima stagione, si rimettono insieme e si lanciano sul grande schermo in una nuova (inconsistente) storia che gira intorno al matrimonio di Carrie con Mr. Big: lo si fa o non lo si fa? Apoteosi di vestiti, borse e scarpe rigorosamente con firma (e con prezzi acclusi), di locali trendy, persone "giuste". 145 minuti sono davvero tantissimi, non è all'altezza della serie (dicono), soprattutto perché ha perso i toni trasgressivi ed esplicitamente sessuali, ma non è così tremendo come può sembrare. Poi possiamo aprire un dibattito sull'operazione.

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