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THE HOURS

  • Uscita: 2002
  • Nazionalità: USA
  • Durata: 114'
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Stephen Daldry
Cast: Meryl Streep , Nicole Kidman , Julianne Moore , Miranda Richardson , Ed Harris , Jeff Daniels , John C. Reilly , Margo Martindale , Stephen Dillane , Linda Bassett , Jack Rovello , Toni Collette , George Loftus , Charley Ramm , Sophie Wyburd , Lyndsey Marshal , Christian Coulson , Michael Culkin , Allison Janney
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Dal libro di Michael Cunningham, emergentissimo autore americano già insignito di Pulizter. Storia di tre donne legate dal romanzo "Mrs Dalloway" scritto da Virginia Woolf e letto dalle altre due con risultati devastanti. Prima storia: della stessa Woolf (Kidman, deturpata per assomigliare all'originale), fine anni venti, Inghilterra, quando la scrittrice non riesce ormai più a controllare il suo mortale esaurimento (infatti si annegherà riempiendosi le tasche di sassi). La seconda è quella di Laura (Moore) a Los Angeles 1949, che ha, fra le altre angosce, un marito dolciastro e convenzionale che le fa odiare la vita e il figlio: li abbandonerà per trovare se stessa. Infine ecco Clarissa, editor newyorkese ai giorni nostri, che sostiene un poeta morente di AIDS (che poi è il figlio abbandonato da Laura). Tutte le donne sono rigorosamente lesbiche e gli uomini rigorosamente gay. La qualità letteraria del romanzo si traduce nel più verboso esercizio della storia del cinema, dove l'intelligenza, tanto sottile e snob quanto letteraria (appunto), non riesce mai ad essere afferrata e consumata dallo spettatore. Si assiste a esibizioni di problematiche e dolori riferiti a una nicchia umana di cultura esclusiva e aristocratica che appartiene a così pochi e "particolari" da smarrire un significato che valga per i poveri mortali. Incomprensibili le nove nomination all'Oscar. O meglio, sono comprensibili alla luce dell'ingenuità americana, che spesso confonde ciò che è intelligente e profondo con ciò che è complicato e superfluo. Parliamo di cinema naturalmente. Allo spettatore puoi certamente imporre il dovere e il ricatto della noia (9 nomination! e come fai a dire che non ti piace?), è un gioco assodato di certi autori, ma perché applicare al più bel volto del cinema il più brutto naso della letteratura? Certo, le tre protagoniste sono bravissime, ma si sapeva.
Richmond (Sussex), 1941. Lasciato un biglietto al marito Leonard in cui dice di non poter più combattere contro la depressione, ringraziandolo per la felicità che le ha dato, la scrittrice Virginia Woolf (1882) si annega nel fiume Ouse. Los Angeles, 1951. Moglie depressa di un reduce di guerra, madre del piccolo Richard e in attesa di un secondo figlio, Laura Brown comincia a leggere La signora Dalloway (1925), romanzo di V. Woolf, e rinuncia al suicidio. New York, 2001. Clarissa Vaughan, affermata editor letteraria e lesbica, è chiamata signora Dalloway dall'amico scrittore Richard Brown, figlio di Laura, gay e malato di Aids, che si butta dalla finestra dopo averla ringraziata per la felicità che gli ha dato. Dal romanzo (1998), premio Pulitzer 1999, di Michael Cunningham, sceneggiato da David Hare. Che cosa è The Hours (Le ore, primo titolo di Mrs. Dalloway): un film d'autore o una produzione dell'accorto Scott Rudin (I Tenenbaum, The Truman Show) per la Miramax, diretta a spettatori colti d'essai e ai soci dell'Academy? Nel primo caso chi è il vero autore? Poiché il teatrante inglese Daldry (Billy Elliot) si limita giudiziosamente a dirigere il traffico, è l'americano Cunningham o il commediografo britannico Hare che ha dato sapiente forma drammaturgica ai soliloqui mentali del romanzo? E se, invece, il merito principale del film, calibratissimo giuoco degli specchi che assomiglia alla vita, fosse delle sue attrici? La Kidman col naso ridisegnato ebbe l'Oscar grazie alla devozione mimetica più che alla tecnica recitativa. Fu più salomonica la giuria di Berlino che le premiò tutte e tre insieme. Rimane il senso del racconto di Cunningham, e della Woolf: storie di donne che si accontentano di "restare vive per gli altri" perché al fondo di ogni vita rimangono le ore, una dopo l'altra.AUTORE LETTERARIO: Michael Cunningham

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