di Fabrizio Basso

Cinquant’anni da sex bomb per Carmen Russo. Il 3 ottobre 2009 taglia il traguardo del mezzo secolo e lo festeggia a Roma con amici. Non è il momento dei consuntivi, perché è ancora straordinariamente bella e provocante la Carmen, ma per non dimenticare nulla della sua vita a mille all’ora sta ultimando un libro autobiografico, ancora senza titolo, che uscirà, presumibilmente, il prossimo novembre per Armando Curcio Editore.

Signora Russo, cinquant’anni fa a Genova, quartiere di San Fruttuoso…

Ci ho passato l’adolescenza. Abitavo in via Torti. Ormai i contatti con Genova sono pochi. Ci capito per il Salone Nautico, ogni tanto: mio marito (Enzo Paolo Turchi, ndr) e io siamo amanti della nautica”
Nessuna amicizia?
Qualcuna. Sento qualche amica che ho ritrovato grazie alla partecipazione all’Isola dei Famosi
Però la svolta è stata nel 1982 con Drive In?
Sono una pioniera: nel 1982 partecipai a Drive In, una pietra miliare della televisione. Nel 2002, proprio vent’anni dopo, l’Isola. La prima. Ma queste sono due tappe. La mia vera gioia è un successo lungo 30 anni. Consolidato e riconosciuto.
Oggi è più difficile costruire carriere longeve. E poi c’è un mercimonio di corpi, almeno così si mormora, si legge…
La salute è un problema reale, non questi, ma non è mia intenzione minimizzare. La situazione è grave ma viviamo in una società che conduce a questi estremi. Il sesso e le raccomandazioni ci sono sempre state, solo che una volta poteva essere sufficiente una pelliccia oggi la ricompensa è una prima serata. L’obiettivo è comparire.
Insomma è una “regola” antica
Però una volta chi era intelligente studiava e così sfruttava l’occasione mentre gli altri sparivano
Come mai per sbancare l’auditel si va sempre a pescare negli “anta”, i Sessanta, i Settanta, gli Ottanta, perfino i Novanta?
Mancano le idee. Io mi domando tra dieci anni cosa si guarderà? Quello che oggi è vecchio di 15 anni tra dieci anni ne avrà 25.
C’è anche una ripetitività: i palinsesti pullulano di telefilm, fiction, reality…
Come ho già detto, ho preso parte alla prima edizione dell’Isola dei Famosi. Era un esperimento e comportava dei rischi. Io amo i reality ma ora sono troppi. In televisione come nella vita serve equilibrio. I programmi hanno cinque o sei anni di vita, se si escludono quelli che si basano sull’attualità. Oggi le video-idee si esauriscono in fretta
Negli anni ’70 ha avuto le copertine di Playboy e Playmen
E le vendite sono esplose. Il mio fisico era eccezionale. E anche oggi sto bene e ho i miei corteggiatori, ma a 20 anni essere affascinanti è normale dopo i 40 è un successo. Arrivo dopo Heather Parisi, che per la danza fu una rivoluzionaria, e Loretta Goggi. Apparivo a Drive In in bikini ma non facevo la bella statuina.
Però essere una bomba sexy l’avrà aiutata.
Certo ma c’era anche un effetto boomerang: la gente faticava a immaginare un qualcosa oltre le curve
Lei ha girato film che ancora oggi sono cult: L’infermiera nella corsia dei militari, Le porno killer, con lo pseudonimo di Carmen Bizet, Ragazze in affitto s.p.a, Buona come il pane e Mia moglie torna a scuola
Al mio fianco c’erano maestri quali Lino Banfi e Renzo Montagnani. I film erano a basso costo e avevano tempi di realizzazione strettissimi. Non si poteva sgarrare sui tempi
Si resta schiave di quei film?
Edwige Fenech, che oggi è una grande produttrice, è stufa di quel’epoca perché è interpellata solo per riviverla
E’ vero che c’era una rivalità forte tra lei e Nadia Cassini?
L’ho sentito dire. Ma è falso
Pentimenti?
Nessuno. Anzi uno. Dopo avere partecipato al Festival di Acapulco e avere riscosso una enorme successo fui contattata da Canal 9, emittente di Buenos Aires, per un programma. Mi volevano subito ma io avevo un contratto firmato in Italia per Stelle nell’acqua. Ma cambiò il direttore di rete e ne facemmo poche puntate. Ma abbastanza per vedere evaporare la mia occasione sudamericana
Lei è stata anche una pioniera della televisione commerciale, una delle prime star a credere in Silvio Berlusconi. Che pensa di lui?
Non posso che dirne bene. Ha personalità. E’ un grande imprenditore, un grande politico. E’ un uomo e in quanto tale ha diritto alla sua privacy
Lei ha faticato a difendere il suo privato?
L’ho difeso bene, grazie anche alla collaborazione di mio marito
Il suo motto?
Ognuno deve decidere la sua vita e non farsi trasportare