di David Saltuari


210.000 bikers, 210.000 motori rombanti: questo il bilancio della Biker Week, il più importante appuntamento per i biker d'Europa, che si è svolto, come ogni anno, a la prima settimana di settembre al Lago Faak in Austria. Per una settimana i gerani sul balconi della Carinzia hanno tremato al rombo di Harley Davidson, Chopper e motori di ogni tipo e gli abitanti del luogo hanno accolto con piacere (più di 5 milioni di euro il giro d'affari della Week) uomini barbuti in giacche di pelle e donne prorompenti in vestiti attilati. Non basta infatti avere una moto per essere un biker. Ci vuole spirito d'avventura, la mentalità giusta e, soprattutto, l'approccio alla vita da biker. Chi sono dunque i veri biker?

Se alla lettera il termine Biker indica chiunque abbia una motocicletta, nella realtà il vero biker è solo colui che tenta veramente di entrare in questa filosofia, capirla e farla sua. A partire dalla scelta della moto, del proprio abbigliamento e, soprattutto, del gruppo al quale si vuole appartenere.

La FMI è Federazione Motociclista Italiana, l'organismo più istituzionale del mondo delle due ruote. Come l'Aci per gli automobilisti, la FMI informa, offre assistenza e consigli, promuove il corretto uso della motocicletta, organizza gare, dalle moto Enduro fino al motocross, e governa soprattutto il mondo dei Motoclub, le associazioni di proprietari di motocicletta. Per fondare un club basta avere 25 iscritti e presentare domanda al FMI. In Italia ne esistono oltre 1700.

Non si riconoscono nella FMI gli aderenti ai Motorcycle Club (da non confondere con i più istituzionali e riconosciuti Moto Club). Dai tempi de Il selvaggio con Marlon Brando gli aderenti ai M.C. sono diventati un'icona di un certo modo di intendere il motociclismo. Giacche di pelle, moto dalla forcella lunga e spirito ribelle. Hanno un'aurea maledetta che li circonda e il resto dei motociclisti ama definirli ‘’l'uno per cento’’, a voler sottolineare che si tratta di una minoranza. Definizione, quella dell’uno per cento, che gli M.C. rivendicano con un certo orgoglio. Il movimento è nato negli Stati Uniti e in Europa è forte soprattutto in Germania. I gruppi più celebri sono nati oltreoceano e chi vuole fondare un chapter (una sezione) in Italia deve ricevere l'autorizzazione dal MC originale. Solo dopo anni di attesa un Patch Club (l’aspirante chapter) ottiene il diritto a vestire i Colori, ovvero le scritte sul giaccone di pelle, che lo distinguono dagli altri gruppi. In Italia, riconosciuti dalle case madri, ci sono ormai moltissimi M.C., con chapters distribuiti in tutta Italia. Nonostante la maggiore concentrazione sia al Nord, non mancano numerosi Chapters anche in Italia centrale e nel meridione. I Gremium, per esempio, sono presenti a Puglia, Calabria, Calabria e Sicilia, I Black Devils hanno chapters nelle Marche e in Abruzzo. I Banditos sono molto presenti in Sicilia. Qui si può trovare una lista dei M.C. riconosciuti oggi in Italia.

La vita nei M.C. è certamente carica di fascino, ma le eccessive regole, il rispetto di simboli e segni, l'aderenza ad un sistema molto rigido possono stare stretti. Chi ama cavalcare la sua moto e vivere la sua passione in libertà e con un certo stile senza doversi unire per forza a gruppi più grandi si associa nei Club Biker. Queste associazioni, federate spesso alla FMI, non hanno case madri americane o tedesca al quale chiedere il diritto di indossare determinati colori. vivono la loro passione più alla Easy Rider che alla Marlon Brando, amano un certo tipo di moto senza sentirsi in obbligo di vestirsi in una maniera particolare. Club Bikers sono ad esempio il Wild Bunch, I Tomahawk di Savona o i Briganti della strada. Motociclisti liberi e ribelli, liberi di fare quello che vogliono e ribelli anche verso un certo conformismo del cattivo a tutti i costi.

Si può fondare un gruppo di motociclisti anche in base alla motocicletta che si cavalca. Bikers e M.C. amano le moto a forcella lunga, choppers o Harley-Davidson, moto con cui non si corre, ma si cavalca. Chi possiede una Harley però può anche scegliere di entrare in un HOG. La parola, che in inglese indica anche il maiale selvatico, sta per Harley-Davidson Owner Group. Con il supporto diretto della casa di produzione gli HOG sono l'associazione monomarca più grande del mondo, con chapters praticamente in tutto il mondo e in ogni regione d'Italia. Da Milano fino a Roma, da Vicenza fino a Palermo, non c'è angolo che non sia stato toccato dai maiali selvatici.

Gli harleyisti non sono certo gli unici. Ogni marca ha i suoi fedelissimi, pronti a cavalcare sulle strade di tutta Italia. A fianco degli HOG esistono i DOC (Ducati Owners Club) che portano il nome della moto bolognese in tutto il mondo. I RAT (Riders Associatons of Triumph) sono invece gli orgogliosi proprietari della storica marca britannica della Triumph. Gli amanti dei due cilindri a V si cavalcano solo le Moto Guzzi (con tanto di rivista dedicata) e non manca l'associazione di chi cavalca le Gold Wing.

L'evento principale dei Bikers Italiani è la Bikers Fest, che si svolge tutte le estati, da oltre vent'anni a Udine. Ogni anno diverse migliaia di motociclisti si danno appuntamento in Friuli, per incontrarsi, confrontarsi e soprattutto divertirsi e dimostrare che, dopo la Germania, il movimento bikers italiano è uno dei più grandi d'Europa. A livello europeo l'evento più importante è la Bike Week che ogni anno, verso settembre, raccoglie oltre centomila bikers a Villach, in Austria.
Se questo mondo vi affascina, ma non vi sentite ancora pronti ad andare ad una festa in sella alla vostra Lambretta un possibile primo approccio ai bikers lo potete tenare al Bike Expo Show, annuale fiera dedicata ai ciclopi che si svolge a gennaio a Padova.

Si ringrazia per la consulenza Bikerslife.