di FRANCESCO CHIGNOLA

Phillip Toledano, fotografo con un passato da pubblicitario, è uno di quegli artisti visivi che fa parlare di sé ogni qual volta se ne esca con un libro o una mostra. E con uno sguardo così provocatore, violento e diretto, nei confronti della società americana, è quasi naturale. Basti pensare al libro-progetto Phone Sex, dello scorso Aprile: che riusciva a lacerare un velo di ipocrisia attraverso una serie di ritratti di operatori e operatrici di telefoni erotici. Più ironico e curioso fu Videogamers: dallo sfondo nero appaiono alla luce i volti di alcuni personaggi, intenti a giocare con un videogioco con una veemenza e una rabbia che, se decontestualizzate, divertono e insieme mettono i brividi.

Di questi ultimi giorni è la provocazione più recente di Toledano. E si chiama America Gift Shop. La domanda che apre il sito web del progetto è questa: "se la politica estera americana avesse un negozio di souvenir, che cosa venderebbe?". Qual è insomma, secondo l'artista, la visione che gli Stati Uniti di oggi vendono all'estero? La risposta non potrebbe essere più violenta: un tavolino da caffè appoggiato sulla schiena nuda di un prigioniero di Abu Ghraib, T-Shirt dalle scritte sarcastiche e derisorie, inquietanti bamboline, e una "palla di neve" al cui interno il vicepresidente Cheney è impegnato a distruggere documenti.

Ma vista la situazione attuale, se c'è un progetto che vale la pena recuperare del forografo è Bankrupt. Una serie di immagini scattate da Toledano nel corso di alcuni anni all'interno di uffici abbandonati dopo una bancarotta. Cataste di libri e di seggiole in mezzo alle stanze, bandiere americane ingiallite, un bicchiere strizzato da una crisi di nervi e lasciato sul tavolo: oggetti abbandonati a sé stessi che da soli parlano dell'economia americana degli ultimi anni e delle sue contraddizioni.