di Barbara Ferrara

"Un’artista per caso che ha fatto la storia della fotografia e che ha influenzato generazioni di fotografi, da Diane Arbus a Bruce Weber": viene presentata così l’opera di Lisette e quella dei suoi successori nella mostra itinerante “Lisette Model e la sua scuola. Fotografie 1937–2002”, in anteprima italiana al Museo di Roma in Trastevere fino al 2 novembre 2008.

L’esposizione, a cura di Diana Edkins e Larry Fink, è un’esplosione di energia visiva allo stato puro. E’ la prova lampante di cosa significhi e abbia significato per Lisette ritrarre nell’intimo la gente e rappresentarla attraverso immagini inconsuete, spesso al limite della caricatura.

Lisette Model nasce a Vienna nel 1901 in una famiglia benestante di origine ebrea e prima di stabilirsi a New York dove incontrerà la sua fortuna artistica, vive quindici anni in Francia. Qui comincia a fotografare e le sue immagini sulla Promenade des Anglais vengono pubblicate sulla rivista PM di New York: uno strepitoso  successo a cui seguono numerose mostre. Lisette collabora con Harper’s Bazar e diventa docente della New School for Social Research dove insegnerà fino al 1983, anno della sua morte.

Nel 1942 scatta il suo clic più celebre: accovacciata con le mani sulle ginocchia, una donna cannone sorride spavalda in costume da bagno. Dalle spiagge ai locali fumosi di musica jazz, dalle sfilate di moda ai quartieri di periferia, Lisette è costantemente alla ricerca di una realtà che ai suoi occhi e ai nostri diventa poesia, disincanto, inquietudine, libertà assoluta.

La mostra chiama a raccolta Diane Arbus, Bruce Cratsley, Elaine Ellman, Larry Fink, Peter Hujar, Raymond Jacobs, Ruth Kaplan, Leon Levinstein, Eva Rubinstein, Gary Schneider, Rosalind Solomon, Bruce Weber e ci offre l’opportunità di vedere più da vicino l’orizzonte dei più grandi fotografi del Novecento newyorkese.