Il punto di partenza è Salviamo la luna, un progetto collettivo che tra il 2006 e il 2007 ha coinvolto ben 2734 persone, ritratte in foto dall’artista tedesco Jochen Gerz su invito del Museo di Fotografia Contemporanea e della Provincia di Milano. Si trattava di gente qualunque, contattata tramite associazioni di vario tipo, all’interno di campi sportivi, oratori, università, in stazione o anche semplicemente per strada a Cinisello Balsamo e Milano. Come set fotografico Gerz ha utilizzato tanto le sale del Museo quanto gli angoli di città in cui è andato a cercare i suoi “soggetti”.

Nel giugno 2007 tutti questi volti vengono raccolti in una mostra che popola le sale del Museo e di Villa Ghirlanda, dopodiché le foto vengono ridistribuite tra i partecipanti, secondo un criterio casuale, cosicché tutt’oggi Salviamo la luna continua a vivere come “esposizione diffusa”, dispersa per le case di Milano e provincia. Ora, quella mostra diventa un volume edito da Electa e sempre intitolato Salviamo la luna. Il libro, una vera e propria opera collettiva che tra chi ci ha lavorato e chi si è limitato a lasciarsi ritrarre ha richiesto la collaborazione di quasi 3000 persone, nelle stesse sale di Villa Ghirlanda, a Cinisello Balsamo.

Ma Salviamo la luna, oltre a essere un progetto di un certo rilievo, esprime anche una tendenza. Il ritratto fotografico, in modo particolare l’autoritratto, è infatti una forma di espressione che sul web è sempre più popolare. Ne è una prova la tag “selfportrait” su Flickr, che racchiude oltre 700 mila tentativi più o meno riusciti e più o meno fantasiosi di immortalare il proprio volto. Altri indizi più “ufficiali” ci arrivano dai numerosi contest fotografici in rete, come quelli promossi quest’anno dal sito della rivista Wired o da Photo-Friday. Ma il reale punto d’incontro tra Rete e autoritratto consiste nell’immortalarsi di fronte al computer. Come? Ma è semplice: con una webcam.

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