Il primo, o uno dei primi, a evidenziare l'importanza dell'olfatto fu Anthelme Brillat-Savarin, politico e gastronomo francese, il quale disse che "senza la partecipazione dell’odorato non esiste assaporamento completo, sono anzi tentato di credere che l’odorato e il gusto formino un unico senso di cui la bocca è il laboratorio e il naso il camino o, per parlare più esattamente, di cui l’una serve ad assaporare i corpi tattili e l’altro ad assaporare i corpi gassosi. Ogni corpo sapido è necessariamente odoroso". Davide Oldani, chef e patron del D'O di Cornaredo, una manciata di chilometri da Milano, ne è altrettanto convinto e racconta che "il profumo è da sempre un convitato importante nelle occasioni che fanno della tavola un momento banale oppure speciale, un episodio domestico o esotico, un evento d'arte della cucina o di semplice routine. La mia collezione vuole essere una riflessione, ma anche una garbata provocazione, sul ruolo dell'olfatto nelle occasioni più diverse: note olfattive coordinate, e non subordinate alle pietanze, servite comme il faut proprio per soddisfare il più esigente dei nostri sensi". Quelle di Oldani sono dunque fragranze non casuali e arbitrarie ma che portano con se echi di odori e profumi che appartengono alla creatività stessa della cucina D’O. Un abbinamento di odori inediti per sottolineare sapori altrettanto inediti ed entusiasmanti: "Perché in tavola gli opposti sono d'obbligo come il dolce e l'amaro, l'insipido e il salato. La funzione è unica, ma le forme proposte sono due. Sul filo della metafora potremmo dire una dolce e una amara, una maschile e una femminile, una chiara e una scura e così via seguendo il gioco delle opposte qualità". D’O Fragrances si giocano con un acronimo:
D Cioccolato fondente e timo
a Estragone e scorza d'agrumi
v Frutta al pepe e zafferano
i Pepe bianco, nero, verde,rosa
d Anice stellato e salvia
e Zenzero e riso basmati