di Paolo Nizza

Sul grande schermo l'ultimo a usarla è stato il serial killer di San Valentino di sangue in 3D.
Armato di piccone, il crudele Babau miete vittime garantendosi l'anonimato con una maschera antigas da minatore.
Persino Totò la usa in Fermo con le mani, il suo film d'esordio.
E che dire di James Whale che in Demoni e Dei trasforma la Gas Mask nell'oggetto dei suoi desideri?

Certo nel 1849,  Lewis Haslett di Louisville, Kentucky, non avrebbe mai immaginato che la sua invenzione si sarebbe trasformata in un feticcio e in una fonte di ispirazione oltre che di espirazione.

Al di là dei risaputi scopi bellici, la maschera antigas ha incontrato persino il favore degli stilisti.
Diddo Velema, Gucci e Luis Vuitton hanno creato lussuose Gas Mask incastonate di gioielli.
Qualche buon tempone l'ha trasformata in un bong per fumare sostanze più o meno lecite, mentre l'artista di origine istraeliana Mike Marcus ama ritrarre fanciulle coperte solo da una gas mask.

Per molti è un forte stimolo sessuale. Tant'è che gli amanti del latex, del pvc e della gomma sono soliti sfoggiarla con orgoglio in club e serate fetish.

D'altronde, come inegna Oscar Wilde, "Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero".

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