di Marcello Barisione

La storia della missione Apollo XI, la missione che ha portato l'uomo sulla luna è ricca di particolari e di spunti. Gran parte di essi sono divenuti ormai famosi e hanno fatto la storia della missione che ha portato i primi uomini sul nostro satellite. Alcuni però sono ancora nascosti tra scariche elettrostatiche e rumori di fondo delle comunicazioni terra-luna che sembrano ancora fantascientifiche nonostante siano passati 40 anni da quei giorni. Un passato così forte da sembrare futuro, fatto quasi unicamente da note tecniche, di numeri, di comunicazioni incomprensibili ma anche di una emozione di fondo mai celata sia dal centro di controllo, la famosa Houston, sia dai tre astronauti a bordo.

Il 20 luglio 1969 il modulo lunare chiamato "Eagle", venne separato dal "Columbia". Michael Collins rimase a bordo del Columbia, mentre l'Eagle con Neil Armstrong e Buzz Aldrin, punta dritto verso la superficie lunare. Eagle accende il motore con Armstrong alla guida nella postazione di sinistra e "Mr rendez-vous" Aldrin a destra. Gli astronauti si accorgono subito però che il sito dell'atterraggio è molto più roccioso di quanto avessero indicato le fotografie. Armstrong prende il controllo manuale del modulo lunare e decide cambiare il punto di atterraggio, ecco un breve estratto dalle comunicazioni radio:

Eagle: Andremo un pò lunghi
Controllo missione: Per noi è ok, andate bene
Eagle: Abbiamo perso il cratere
Controllo missione: per noi è comunque GO continuate con la discesa
Eagle: Abbiamo la terra proprio nella nostra finestra frontale
Eagle: Abbiamo un segnale di allarme acceso, codice 1202
Controllo missione: Ricevuto, per noi è comunque GO
Eagle: Proseguiamo la discesa, siamo a 3000 piedi dalla superficie lunare
Controllo missione: Ok riceviamo gli stessi dati, siete autorizzati all'allunaggio
Eagle: 700 piedi, 600 piedi, 500 piedi, 400 piedi, 350 piedi, 300 piedi...vediamo la nostra ombra...la velocità è buona, 200 piedi, 150 piedi, 100 piedi, 40 piedi...alziamo della polvere...luce di contatto...motore spento. Sistema di guida su automatico. Houston qui base Tranquillità: l'Eagle è atterrato.
Controllo missione: Ricevuto Tranquillità. Siete sulla luna. Un paio di ragazzi quaggiù sono diventati blu. Adesso respiriamo di nuovo. Grazie!
Eagle: grazie a voi. E' stato un atterraggio molto lungo. Il sistema di atterraggio strumentale ci stava facendo atterrare in un cratere grosso come una campo da football, pieno di rocce e ostacoli. Ho pilotato manualmente fino ad un area ragionevolmente pulita.
Controllo missione: Ok ottimo lavoro
Eagle: da qui adesso vediamo tutti i dettagli di quello che ci circonda. E' come vedere una collezione di tutte le varietà di forma, granulosità di tutte le rocce che si possono trovare.I colori, variano molto, dipende da come li si guarda relativamente. Ci sono molte rocce diversi colori da queste parti.
Controllo missione: Vi riceviamo, sembra fantastico laggiù. Sappiate che ci sono un sacco di facce sorridenti in questa stanza e in tutto il mondo
Eagle: bene, due di queste sono quassù
Controllo missione: Grazie, ragazzi, avete fatto un ottimo lavoro
Columbia: Ehi non dimenticate anche il modulo di comando! A proposito Houston, grazie per avermi messo in comunicazione, mi stavo perdendo tutta l'azione...Ottimo lavoro ragazzi
Eagle: Grazie, tu cerca di restare in orbita e di aspettarci 

Alle 2:56 UTC, ovvero sei ore e mezza dopo aver toccato il suolo Armstrong apre il potrello dell'Eagle e trasmette in diretta mondiale le immagini che entreranno nella storia:

Aldrin: Sei pronto per andare a prendere un pò di rocce lunari?
Armstrong: Controllo radio, accendiamo i circuiti TV, avete una buona immagine?
Centro controllo: perfetto! ora aggiustiamo contrasto e luminosità. Neil, ti vediamo scendere dalla scala adesso
Armstrong: Sto controllando la superficie. Buzz, sembra integra
Centro controllo: stai arrivando alla fine della scala, ti manca solo un piccolo salto
Armstrong: Sono ai piedi della scala. I Piedi del LEM sono affondati nella superficie di soli 10 centimetri. La superficie appare molto granulosa e finissima. E' come una polvere. Quaggiù è molto fine. Sto per lasciare il LEM adesso. Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande salto per l'umanità.La superficie è polverosa, posso spostarela polvere con la punta del mio piede. La polvere aderisce come carbone sui miei stivali, lo spessore è di una frazione di pollice, forse un'ottavo di pollice ma posso vedere le impronte dei miei stivali fine come nella sabbia. Non c'è una grande difficoltà nel muoversi come sospettavamo. E' più facile di quanto avevamo provato nelle simulazioni a un sesto di G sulla terra. Non ci sono pericoli nel camminare qui attorno. Il motore di discesa non ha lasciato nessun cratere nel punto di allunaggio. Siamo essenzialmente in  posto molto livellato. Posso vedere dei segni sul motore di discesa ma nulla di importante. 

Armstrong cominciò poi a raccogliere il primo campione di terreno lunare e pochi minuti dopo anche Aldrin lo raggiunse nella passeggiata spaziale. Dopo oltre 21 ore sulla superficie lunare, l'Eagle pilotato da Aldrin tornò a congiungersi con Collins sul "Columbia". Sulla Luna vennero lasciate apparecchiature scientifiche quali un prisma retroriflettente usato per il Lunar Laser Ranging Experiment. Lasciarono, inoltre, una bandiera americana e una placca con i disegni dei due emisferi terrestri, un'iscrizione, le firme degli astronauti e del presidente Nixon.
L'iscrizione recita:« Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna Luglio, 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità »
I tre astronauti ritornarono sulla Terra il 24 luglio, accolti come eroi.