di Paolo Nizza

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La sapevamo lunga  Enzo Aita e i trio Lescano. Sono passati più di 70 anni da quella spensierata canzoncina, ma gli uomini, agli occhi blu e ai nasini un po'all'insù, continuano a preferire un paio di gambe un po' nervose.

D'altronde il fascino intramontabile dello "stacco di coscia" è stato perfino scientificamente provato: chi ha le gambe più lunghe del 5 per cento rispetto alla media è più avvenente, senza nessuna differenza tra maschi e femmine. Almeno secondo Boguslaw Pawlowski e Piotr Sorokowski della University of Wroclaw in Polonia.

Certo c'è chi poi esagera, come Ana Hickmann, modella brasiliana ventinovenne che con il suo metro e ventitrè centimetri di gamba, dal tallone fino all'anca, è finita nel guinnes dei primati.
Chissà se ha assicurato il suo tesoro, sulla falsariga di Betty Grable o Cyd Charisse?
E pensare che in epoca Vittoriana la parola 'gamba' era proibita tra gli esponenti della buona società, per timore di suscitare turbamenti lussuriosi nei gentlemen inglesi.

Per fortuna i tempi cambiano, e ora i cultori degli arti inferiori possono divertirsi con The Big Book of the legs. Il prezioso volume, pubblicato daTaschen, con più di 400 foto racconta la storia e l'evoluzione di questo simbolo di seduzione.
Qui, invece, trovate, un'intrigante fotogalllery di gambe catturate in rete.

Insomma, siamo tutti dello stesso avviso di  Bertrand Morane, l'indimenticabile protagonista di L'uomo che amava le donne di François Truffaut
"Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia".