di Marco Agustoni

Milano volgare e “velinara” per colpa del premier Silvio Berlusconi: questo è quanto asserisce Suzy Menkes nell’articolo pubblicato ieri sull'International Herald Tribune. Il grido di battaglia della settimana della Moda, secondo la giornalista, sarebbe stato “Viva la Bimbo”, traducibile come “Viva la bonazza”, e le passerelle milanesi sarebbero state protagoniste di un netto calo di qualità, in direzione di un generale involgarimento. Da modelle a veline, quindi, e la colpa sarebbe del premier Silvio Berlusconi e del suo stile sopra le righe. Termometro di questo generale impoverimento di stile, le concessioni di marchi solitamente sobri come Giorgio Armani, Bottega Veneta e Pucci a reggiseni e hotpants.

D’accordo anche Vanessa Friedman, inviata del quotidiano britannico Financial Times, secondo cui l’estate degli scandali (guarda l'album fotografico) del primo Ministro Silvio Berlusconi avrebbe avuto un influsso più o meno inconscio sulle collezioni presentate a Milano Moda. In entrambi i casi, dunque, viene sottolineato il nesso tra il comportamento poco consono del nostro premier e un involgarimento dei costumi (in questo caso, sia in senso letterale che metaforico). Accuse pesanti cui però sono seguite repliche immediate.

Tutta invidia, secondo la stilista Laura Biagiotti: “La moda italiana è la concorrente numero uno nel mondo della Moda, e quindi in tempi di crisi ci dobbiamo aspettare colpi bassi”. Dello stesso avviso Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, secondo cui “l’unica ragione possibile [di questo attacco] è politica”. D'accordo, invece,  Mariella Burani, secondo cui le modelle sono ancora più svestite delle veline. "La fashion week milanese ormai è uno show perché non fa sfilare abiti per le donne", ha commentato la stilista, per poi aggiungere: "Le donne non si vestono così".
"Non credo che Berlusconi  influenzi la moda... non arriva fin là" ha detto invece Donatella Versace, "In ogni caso sulle passerelle di questi giorni non ho visto nulla di volgare".