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di Floriana Ferrando

Abiti vintage, maxi occhialoni da vista o calze multicolore. Vi sembrano look stravaganti? Aspettate a stupirvi. Basta leggere il nuovo Dictionnaire du look  di Geraldine de Margerie per capire che queste sono solo alcune delle tendenze seguite dai giovani.

Ce n’è davvero per tutti i gusti. Dalle maxi frange degli emo, che amano jeans tanto stretti da scoppiarci dentro e magliette raffiguranti le band preferite, alla pelle lattea dei gotici , che con quel colorito da malaticci e il trucco nero o viola sembrano appena usciti da La notte dei morti viventi.

Il look delle baby-pouffe fa rabbrividire le migliori mamme. Più bambine che ragazze, amano esibire ombelico e minigonne, ciocche di cappelli colorate, pailettes e un trucco tutto rosa. Massima aspirazione? Vincere il titolo di Mini-Miss.

Non passano certo inosservate le enormi croci in oro massiccio (che dell’oro hanno solo il colore) esibite dai bling-bling, per i quali la vita è stravaganza e ostentazione di un lusso kitsch, dove il falso è all’ordine del giorno.

Dietro ogni chioma colorata e ogni toppa dei jeans si nasconde un modo di vivere. L’autrice del libro, condito dalle fotografie di Olivier Marty, conduce un’indagine sociologica, individuando ben trentotto look che svelano molto di più di una semplice moda.

É il caso dell’arty. Un individuo che punta al successo nel mondo dell’arte o dello spettacolo. Un tipo eccentrico, privo del senso del ridicolo, alla continua ricerca della singolarità per il quale portare un vestito è un rito. Ecco così tornare alla luce abiti vintage arrivati da non si sa quale pianeta che non passerebbero inosservati neanche il giorno di Carnevale.

Un libro ironico, a tratti esilarante, animato dagli hippies chic, dai nerd e dai bobo, dove trovano spazio anche coloro che all’estetica preferiscono la comodità, quelli che seguono, appunto, il no look