di Lorenzo Longhi

Claudio Baglioni, quasi trent’anni fa, ci ha messo del romanticismo, tra i “ricordi, ombrelli e chiavi da scordare” di “Avrai”. Ma un po’ meno poetico è scordare in metropolitana una valigia piena di protesi dentali, o due spade da samurai, o peggio ancora un vestito da sposa. Eppure c’è chi è riuscito nell’impresa: sono infatti, questi, alcuni degli oggetti più curiosi custoditi presso il magazzino del Lost Property Office di Londra, l’ufficio che raccoglie ciò che smarriscono i passeggeri delle linee della metropolitana, autobus e taxi o della stazione di London Victoria.

Ogni giorno, sulla rete del trasporto pubblico londinese vengono smarriti tra i seicento e i mille oggetti tra i più disparati: se libri, zaini e capi di abbigliamento restano sul podio della classifica di ciò che è più facile dimenticare, gli ombrelli, spesso non reclamati, fanno storia a sé e nei magazzini di Baker Street stipano interi scaffali. Poi biciclette, trolley e passeggini (vuoti, e questo è confortante) ed ammennicoli di uso più o meno quotidiano. E, per quanto sia difficile pensare di dimenticare un tagliaerba, un manichino o un pesce-istrice imbalsamato, a volte si trova anche qualcosa di assolutamente impensabile. A Julie Haley, direttrice del Lost Property Office, è capitato di trovarsi di fronte a due urne cinerarie. Il guaio è che non erano vuote; l’aspetto positivo che, alla fine, l’ufficio è riuscito a rintracciare i congiunti. In media, un oggetto su tre ritorna al legittimo proprietario che denuncia lo smarrimento, grazie alla precisione della catalogazione e al programma software interno dal significativo nome di “Sherlock”. E non a caso, a poche centinaia di metri, ha sede il museo di Sherlock Holmes.

Attivo da 75 anni, il Lost Property Office ritrova anche migliaia di giocattoli dimenticati. E quelli non reclamati dopo un certo tempo, per Natale fanno la felicità di altri bambini: il LPO infatti ne destina ogni anno centinaia al Salvation Army, associazione benefica che a sua volta li distribuisce ai bambini delle famiglie londinesi con difficoltà economiche.