C'erano una volta, l'autostop, simbolo di libertà, ma anche di paura (visto che spesso e volentieri l'autostoppista faceva una bruttisssima fine) e il sesso telefonico contrassegnato dal numero 144 e sbertucciato in una memorabile gag di fantozziana memoria tra un Palomo e una Jèssica.
Era il periodo delle musicassette, ora trasformate in opere d'arte,e  delle cabine telefoniche in cui Clark Kent si trasformava in un battibaleno in Superman.
Ma al pari dell'acqua azzurra cantata da Lucio Battisti, tutto questo non c'è più.
A strappare dall'oblio tutti quegli oggetti e quelle abitudini legate a un passato neanche troppo lontano, ci ha pensato la giornalista freelance Anna Jane Grossman
Il suo blog, Obsolete- An Encyclopedia of Once Common Things Passing Us, è una sorta di soffitta virtuale in cui riscoprire il rumore dei tasti della macchina da scrivere o il piacere di vergare una lettera a mano. Questa sorta virtuale ricerca del tempo perduto ha sedotto il web ed è diventata un libro pubblicato da Abrams.
D'altronde basta guardare questo spot di un cellulare degli anni Novanta, per comprendere come possa essere divertente scoprire come eravamo.



Tuttavia, come diceva Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi: "Quando una cosa finisce, poi ricomincia".
Così la Polaroid ha deciso di tornare sul mercato nel 2010 con una nuova versione della mitica macchina fotografica istantanea. Per la verità, la Polaroid non ha mai spesso di esercitare il proprio fascino come dimostrano i numerossimi frequentatori del  Polanoid.net.
E chissà che per il lancio della nuova versione della macchinetta non decidano di riesumare il vecchio spot con un acerbo Hugh Laurie ancora lontano dai fasti del Dottor House



In Italia a inzuppare la madeleine del ricordo nella nostra memoria bambina è soprattutto il sito Anima mia.
Tra calcolatrici a led rossi, registratori Gelosobagni al mare dopo la merenda e buchi fatti con la gomma sulle pagine del quaderno di brutta, viene voglia di canticchiare Nostalgia, Nostalgia Canaglia.