di Francesco Chignola

Nel mondo dei videogame, il decennio che sta per finire è stato davvero rivoluzionario. Non soltanto per lo sviluppo tecnologico in sè, ma anche perchè i giochi e le consolle hanno preso pieghe e direzioni che fino a 10 anni fa erano insospettabili. Se una direzione è stata senza dubbio l'ovvio aumento del realismo fino a un livello insperato, a fare la differenza sono stati soprattutto nuovi sistemi di controllo e veri e propri ribaltamenti del modo stesso in cui si intendeva il videogame.

A mettere un po' di ordine nella complessità ci ha pensato Wired, che sul suo blog Gamelife ha pubblicato la lista dei 15 videogame più influenti del decennio. Non i più belli, non i più giocabili o i preferiti dalla critica: semmai i più giocati. Ma soprattutto quelli che, con la loro popolarità e il loro impressionante impatto culturale, hanno saputo stabilire le regole del gioco per gli anni a venire. Un panorama, quello mostrato dalla classifica, che non poteva essere più diversificato.

Al primo posto della classifica c'è un gioco che risale all'inizio del decennio (l'anno era il 2000) e che è senza alcun dubbio uno dei fenomeni culturali più determinanti degli anni zero: The Sims. Dall'alto dei suoi 100 milioni di copie, il gioco di simulazione in cui è possibile vivere la vita di un altro non poteva che essere il più popolare negli anni che hanno visto la nascita del reality show Grande Fratello e ha creato intorno a sè un vero impero di sequel e spin-off.


La seconda posizione la ottiene Grand Theft Auto III, uscito nel 2001 e divenuto in breve tempo uno dei giochi più discussi di tutti i tempi. Soprattutto dai benpensanti. Sono lontani infatti i tempi in cui si polemizzava sulla violenza di giochi come Mortal Kombat: se il gioco in GTA3 può svilupparsi in modo "tradizionalmente" orizzontale, con un numero di missioni da portare a termine, l'utente può scegliere semplicemente di vagare per ore in una città riprodotta ad arte. Derubando, fuggendo, picchiando, sparando, uccidendo civili e membri delle forze dell'ordine, e via dicendo.


Al terzo posto c'è un altro dei più grandi fenomeni culturali del mondo dei videogame in questi ultimi anni: Guitar Hero, il gioco del 2005 dei creatori di Dance Dance Revolution (la pedana su cui ballare, immancabile in ogni sala giochi che si rispetti) grazie al quale gli utenti possono suonare una chitarra-joypad, seguendo il ritmo e le tracce visive proposte dal gioco. E negli anni successivi, i protagonisti sono stati le grandi band della storia del rock, delle quali si possono suonare i brani immortali con l'ausilio di basso, microfono e batteria. Le due compagnie che l'hanno inventato si sono poi scisse dando vita anche a un temibile concorrente, chiamato Rock Band. L'edizione di quest'ultimo dedicata ai Beatles è stata forse l'evento videoludico più acclamato degli ultimi anni.


Quarto titolo è il più popolare gioco di ruolo del decennio, che ha fatto tornare in auge il cosiddetto genere MMORPG con un impatto culturale senza precedenti: si tratta di World of Warcraft, a cui persino l'irriverente cartone animato South Park ha dedicato un intero episodio. Ma giusto per sottolineare ancora una volta la diversità dei titoli che hanno fatto la storia dei videogiochi negli ultimi 10 anni, in quinta posizione c'è un titolo del tutto diverso: Brain Age, del 2005, il gioco per la console portatile Nintendo DS che permette di calcolare la propria età mentale. Come si legge sul blog di Wired, "Brain Age ha inaugurato l'era dei giochi che (presumibilmente) fanno bene".


Tra gli altri titoli indicati da Wired, non poteva mancare Halo, capolavoro dello sparatutto in prima persona in modalità multyplayer uscito nel 2001, al sesto posto. Mentre si trova all'ottava posizione un altro grande fenomeno commerciale: Wii Sports, che nel 2006 riusc“ con la sua semplicità a far comprendere l'uso dei nuovi controller imponendo immediatamente sul mercato la console Nintendo Wii. Non mancano poi altri classici come Metroid Prime (2002), l'horrorifico Silent Hill 2 (2001), Half-Life 2 (2004) e Metar Gear Solid 2 (2001).

Quello che più salta agli occhi guardando questa competente classifica è come l'universo videoludico abbia preso direzioni profondamente differenti, quasi incompatibili tra loro, e soprattutto che difficilmente potevano essere previste 10 anni or sono. La domanda che sorge ora spontanea è: che cosa ci aspetta per il decennio a venire?

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