di Concetta Desando

“Stilista io? Più che altro regalo alla moda la mia sensibilità”. “Questa però è una frase fatta. La ripetono anche gli stilisti più famosi”. “Sì, ma il mio ruolo è interpretare solo la moda che mi è congeniale: quella dei giovani”. È un Federico Moccia alternativo quello che parla, eterno Peter Pan in un contesto insolito per lui: niente libri sui sentimenti, né film sui conflitti generazionali. Lo scrittore-regista ha deciso di buttarsi nel mondo della moda e ha lanciato la sua griffe. Il nome? Neanche a dirlo, Amori.
Una linea che è tutta una filosofia di vita: lo store aperto a Roma, infatti, non propone solo una collezione di vestiti, alla quale è abbinata la linea di gioielli e un profumo, ma l’intera boutique è stata pensata con tutti gli elementi simbolo del mondo di Moccia, dai lucchetti di ponte Milvio al pozzo dei desideri. E poi c’è l’ambiente, allestito per essere un punto d’incontro più che un luogo di shopping: al reparto libreria dedicata all’amore, si alterna la cioccolateria e la stanza del sogno, dove i ragazzi possono lasciare messaggi, dediche e desideri in un interminabile gioco di emozioni. Tutto in perfetto stile mocciano.

Allora Federico, adesso si intende anche di moda?
Non sono uno stilista in senso tecnico, né un designer. Il progetto di Amori non è nato da una mia idea: ci sono altre persone che hanno deciso di interpretare attraverso uno store le emozioni e i sentimenti raccontati nei miei libri e nei miei film.

E quindi il suo ruolo qual è?
Io do solo le coordinate perché i modelli di vestiti e gioielli possano raccontare davvero la moda e il mondo che io voglio raccontare. Un mondo fatto di giovani non particolarmente profondi né intellettuali ma che credono nei sentimenti del cuore e nelle emozioni. Gli stessi ragazzi che vanno pazzi per i colori e per le scritte sulle magliette. È tutta una questione di sensibilità.

Cioè?
Vede, lo scrittore è uno che ruba con gli occhi e che riesce a captare, tramite gli elementi esterni, la personalità che gli altri vogliono esprimere. I creatori di Amori si sono affidati alla mia sensibilità e alla capacità di leggere il mondo e la moda dei giovani. Non c’è ragazza senza le scarpe con la zeppa, o lo stivaletto di pelle aperto o un ciondolo Tiffany.

È così che vede la moda giovanile?
Certo. È la moda della vita bassa, delle collane grosse e dei capelli a cresta. In tutto ciò sta la libertà pittorica dei ragazzi.

Sa che questo stile è fortemente criticato dagli adulti?

Criticato? Dall’Italia borghese sicuramente. Ma negli altri Paesi europei questo stile è interpretato, non criticato.

Mi parli della linea di abbigliamento proposta da Amori.
Ci sono diverse linee. Alcune si rifanno ai personaggi noti dei mieI film, Step, Babi, Caro; altre vogliono solo rappresentare un sentimento. Sono quattro gli stili principali: romantico, acido, elegant e sportivo. La linea romantica è ispirata alla tempesta ormonale che si scatena negli attimi che anticipano il primo vero bacio: attimi emozionanti e imbarazzanti, fatti di sguardi, odori e palpitazioni. La linea acida, invece, prende spunto dalla sceneggiatura di Amore 14 in cui le varie conquiste della protagonista Caro sono paragonate ai personaggi del videogame pacman: la donna viene vista come una divoratrice di uomini e, quindi, i colori acidi sono perfetti. La proposta elegant ha una grafica monocratica oro: rappresenta l’amore e il fuoco della passione attraverso un’immagine sobria ed elegante, adatta a tutti target d’età, dalle giovanissime alle donne più mature. Infine c’è la versione sportiva:  un intreccio di cuori e strane forme maschera la vera natura dell’amore che è la morsa allo stomaco, tipica degli innamorati. In questo caso, gli abiti sono decorati con bolle che rappresentano il gorgoglio dell’amore. Tutto nei toni del bianco e del rosso.

A proposito di sport, so che la linea di Amori è stata assegnata anche alla Fortitudo Pallacanestro di Bologna.

Sì, abbiamo dato le magliette alla squadra e siamo diventati il loro sponsor. Mi piace il mondo dello sport, c’è tutto quello che descrivo nei miei libri: emozione, sentimento e passione.

E il profumo, che cosa c’entra col suo mondo?
Anche il profumo suscita emozioni. Io ho scelto una fragranza giovane e fresca, delicatissima. È un profumo non troppo dolce che abbina l’eleganza femminile a tratti leggermente maschili.

Abiti, profumo, ciondoli a forma di lucchetto, cioccolatini a forma di cuore. C’è altro?
Sì, c’è il concorso Diventa una stella con Amori: gli acquirenti dei nostri prodotti possono partecipare ai casting per scegliere il nuovo volto del mio prossimo film.

Che tipo di volto cerca?
Un volto normale, come quello di Michela Quattrociocche e Veronica Olivier. Lo scopo del concorso non è cercare la bellona di turno, ma dare la possibilità a ragazze normalissime di vivere un sogno o anche solo di trascorrere una giornata con noi sul set.

Dopo la moda, quale sarà il prossimo ruolo di Federico Moccia?
Mi piacerebbe tornare a teatro. Ci sono stato per un po’ nel ’94 e vorrei tornare, magari con una commedia, per vivere quei momenti unici che solo il teatro può dare.



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