di Concetta Desando

Dimenticate il fetish. Dimenticate il trash. L’intimo diventa chic, lussuoso e decisamente sensual. Non solo sexy e provocanti: push up, perizomi e giarrettiere si trasformano in must preziosi per la donna che vuole sentirsi elegante e sensuale al punto giusto. Perché se è vero che la lingerie non si vede, è anche vero che a volte può fare la differenza. “Bando alle chiacchiere, sentirsi bella e desiderabile rende la donna molto più sicura di sé” afferma Lara Jumana, mente e cuore di My yoyo, il brand che ha rivoluzionato il concetto di eros e che ha aperto il primo flagship store italiano dedicato alla seduzione. Collezioni di intimo, cosmetica sensuale, accessori e toys sono esposti in un luogo unico nel suo genere, dove la sensualità incontra il burlesque, l’erotismo diventa chic, la femminilità non sconfina mai nel volgare, ma solletica le fantasie emozionando i sensi. Il tutto in atmosfera vagamente retrò.
Un sexy shop raffinato, verrebbe da pensare. “Niente affatto – spiega la designer – in Italia c’è ancora confusione tra erotismo e pornografia e, nel campo dell’intimo, siamo ancora all’età della pietra”.

Sta dicendo che gli italiani non sono abbastanza evoluti sugli argomenti erotici?
Sto dicendo che non basta il seno scoperto o un’immagine scosciata per essere sexy e seducenti. Alla donna non piace ciò che può essere di gusto per l’uomo: la donna vuole la seduzione ma unita all’eleganza. Non basta dire sex toys per ricondurre tutto al sexy shop perché nel caso di My yoyo non è così. È lo store della seduzione a cinque stelle, l’intimo che ti aspetteresti di trovare nel quadrilatero della moda. E, soprattutto, è uno store che ha una sua filosofia: nelle immagini di lingerie abbiamo scelto di non lasciare mai capezzoli in vista né natiche scoperte perché non rientrano nel nostro concetto di eleganza. Insomma, io ho una visione un po’ retrò della donna: femminile e seducente e, allo stesso tempo, raffinata ed elegante.

Il marchio My yoyo era già stato lanciato qualche anno fa con i distributori di sex toys, le macchinette automatiche messe nei locali che distribuivano paperelle vibranti al posto delle merendine. Che cosa è cambiato rispetto ad allora?
Il concetto di fondo è lo stesso: rivalutare l’aspetto ludico della seduzione. My yoyo significa appunto “il mio giocattolo” perché l’eros è divertimento, passione e gusto. E in un ambiente come lo store, che non è solo un luogo di shopping, non potevamo far finta che i bedroom toys non esistessero. Così abbiamo deciso di adeguarli al mood del locale, rendendoli lussuosi e hi-tech, luminosi e tempestati di swarowsky o rifiniti in oro.

Ciò che colpisce dell’ambiente, infatti, è proprio l’atmosfera estremamente elegante.
Ho voluto creare un’atmosfera calda, con una luce soffusa ma accogliente. Il rischio era dare l’impressione del bordello, ma ho aggirato l’ostacolo con altri accorgimenti: nello store My yoyo c’è un iter ben preciso da seguire. L’arte del piacere comincia già all’ingresso, dove champagne e cioccolato danno il benvenuto ai clienti. Inizia, poi, la visita ai diversi spazi espositivi: le collezioni di lingerie sono disposte come quadri preziosi in una pinacoteca e, nel frattempo, si possono sperimentare i benefici della cosmetica naturale e lasciarsi incantare dalla lucentezza degli accessori. Anche la prova dei capi è stata trasformata in un vero e proprio rito: i camerini sono stati sostituiti dai salottini prova, intimi boudoir con pettinause francesi dove le signore possono indossare i capi dei loro desideri sorseggiando champagne. Inoltre hanno a disposizione creme, essenze e profumi per rilassarsi durante la prova.

Detto così, verrebbe voglia di provare un capo solo per fare l'iter.
Questo è il bello dello store, che è nato come un salotto del lusso, dove le amiche possono incontrarsi nello spazio caffè solo per chiacchierare oppure intrattenersi nell’angolo lettura. My yoyo è stato creato sulla base di un'attenzione minuziosa verso ogni aspetto della donna. C’è una suite privata da affittare per una ricorrenza speciale, ad esempio un addio al nubilato tra amiche, dove le fanciulle passano la serata con esperti di manicure, curatori di immagine e ballerine di burlesque. Stiamo preparando, inoltre, un calendario di eventi culturali, mostre d’arte e di design, lezioni e conferenze tenute da esperti e dedicate all’arte della seduzione e al burlesque.

Punta molto sul burlesque. È tornato di moda?
Direi proprio di sì. Dopo la partecipazione di Dita Von Teese a Sanremo le donne sono molto interessate al new burlesque e alla stravanga raffinata. Ci sto puntando anche in vista del film Burlesque che uscirà alla fine dell’anno, con Christina Aguilera e Cher.

La dimensione del gioco, però, sembra quasi scontrarsi con l’eleganza sofisticata della lingerie.
Le collezioni di intimo nascono dalla mia visione della donna: elegante, sensuale e femminile. Mi piace giocare con sete, rasi e pizzi. E perché no? Mi piacerebbe aggiungere i cristalli. Quella che propongo è un’eleganza soft e un po’ retrò, tutto sobrio ma sofisticato. Il segreto della linea però è un altro: è tutto made in Italy, compresi i tessuti. Le mie sete arrivano direttamente dalle seterie di Como perché ne conosco la qualità. Tutto il contrario di quello che appare sulla scena italiana che, a parte alcuni marchi, è già datato, fatto di cose già viste e quasi sempre made in China.

Un modo per rilanciare il made in Italy o un’attenzione minuziosa ai dettagli?
Entrambi. Io vengo da una famiglia di artigiani, dove la creazione è considerata un rito: ogni dettaglio deve essere perfetto, alla minima imprecisione si butta tutto e si ricomincia. Perché il cliente ha diritto ad avere il meglio.

Ma in tempo di crisi economica, non è azzardato puntare sull’intimo? Del resto si taglia per primo ciò che non si vede.
Sì, questo è vero. Ma il mio è un brand di lusso, un marchio a cinque stelle. My yoyo si rivolge a un target medio-alto.

Quale tipo di donna sceglie My yoyo?
La maggior parte delle nostre clienti hanno tra 40 e 50 anni. Sono persone molto attente alla moda e di un certo livello sociale, soprattutto medici e avvocati. E, non si direbbe, ma sa che loro sono più disinibite delle ragazze di 30 anni che spesso vengono solo per chiedere qualche informazione?

Significa che è riuscita a sdoganare il mito del sesso in età matura?
Più che altro sto sdoganando tutto il mondo dell’intimo e della seduzione che in Italia è rimasto all’età della pietra: non si può parlare di sesso senza sentirsi un depravato.

Punta alle passerelle?
Il brand è già arrivato sulle passerelle parigine ma solo con la linea di cosmetica sensuale. Non ero pronta con la collezione di lingerie ma spero di presentarla in una sfilata futura.

Qualche informazione per gli inesperti: meglio la culotte, il perizoma o un semplice slip?
Dipende dall’occasione, dalla donna e dal gioco di coppia. Ma ricordate: l’importante è saperli indossare con eleganza.



Guarda anche:

Gli angeli più sexy delle passerelle
Moda: lingerie de Paris
O lingerie mia lingerie. Che sexy sfilata su Flickr