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di Camilla Sernagiotto

Tutta colpa di Avatar: il kolossal di James Cameron ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione, armata di occhialini rosso-blu.

E la mania del 3D impazza ovunque, non solo al cinema; ogni settore dell’intrattenimento sta spingendo forsennatamente in questa direzione, dai videogiochi ai televisori di casa fino ad arrivare ai libri, da leggere con le apposite lenti che arricchiscono la pagina di animazioni tridimensionali.

Ma non è tutto, perché da venerdì 14 maggio 2010 la stereoscopia approda anche in edicola!
Pioniere della trovata, Hugh Hefner in persona, che ha annunciato la sorpresa del numero di Playboy di giugno: la doppia pagina centrale sarà in 3D, dunque la playmate dell'anno, Hope Dworaczyk, potrà essere vista come mai prima d’ora, mentre esce letteralmente dal foglio per offrire al lettore un bicchiere di vino.
Il magazine sarà disponibile da venerdì prossimo e avrà in allegato gli occhiali realizzati per l'occasione.
Il fondatore dell’impero delle conigliette ha dichiarato di aver avuto l’idea di applicare il 3D alla sua rivista già quando uscì il primo numero, nel lontano dicembre 1953; tuttavia a quell’epoca Hugh Hefner non era ancora plurimilionario e, di conseguenza, non poteva permettersi lo sfizio di offrire ai propri lettori nudi femminili a tre dimensioni.

L’occasione arriva oggi, ma questa volta non si tratta di un capriccio, bensì di una vera e propria manovra per arginare la crisi dilagante: nell'affollatissima landa dei rotocalchi, le vendite di Playboy sono crollate dai 6 milioni di dollari degli Anni Settanta a meno di 3 milioni, quindi, sulla scia dell’enorme successo riscosso da Avatar e forse prendendo spunto dai primi film erotici a tre dimensioni annunciati, tra gli altri, da Tinto Brass, Hugh Hefner ha provato a giocare la carta del nudo stereoscopico.

“Per spingere la gente ad andare fisicamente in edicola e comprare il tuo prodotto, devi dare loro una ragione. E questa è una ragione" ha spiegato il direttore editoriale di Playboy, Jimmy Jellinek.