di Barbara Ferrara

Apprendere l’eccellenza senza usare libri né manuali né altro, questo l’ambizioso obiettivo del progetto che si rivolge ai principianti e ai professionisti che vogliono approfondire e migliorare le proprie potenzialità creative ed espressive. Il tema è piuttosto interessante, roba 2.0 verrebbe da dire se non fosse che l’idea si rifà al vecchio tipo di insegnamento vigente nel Rinascimento - e che produsse schiere di geni ed artisti.

Stiamo parlando cioè del sistema delle botteghe, l’unico mezzo che all'epoca consentiva la valorizzazione dei talenti. Qui i giovani allievi imparavano l’arte direttamente dei grandi maestri. Oggi le cose sono cambiate, sì, ma come? La Bottega dei Talenti suona bene e ci piace ma di cosa si tratta? Per saperne e capirne di più abbiamo incontrato Camillo Sperzagni, Trainer, coach e docente presso l’Istituto Modelli di Comunicazione di Milano.

Chi ha inventato l’affascinante metodo?
Nessuno, nel senso che il metodo si basa sull'apprendimento imitativo, che da sempre è il modo più veloce ed efficace per "importare" abilità e talenti da un modello che ammiriamo per la sua eccellenza. Abbiamo delle zone del cervello che si sono evolute e specializzate per darci questa possibilità. Oggi la neurolinguistica e le neuroscienze hanno svelato il meccanismo e ci hanno permesso di costruire una versione molto più veloce e precisa di quella istintiva di ognuno di noi.

Posso usarlo per “modellare” abilità manuali o anche “astratte”?
Certo, non fa differenza, l'importante è che si possa disporre di un modello eccellente che vogliamo imitare.

Può darci un assaggio di come funziona?
I partecipanti vengono brevemente addestrati a cogliere non solo i comportamenti esterni del Modello, ma anche ad intuire e far risuonare dentro di sè le sue emozioni, aspettative, obiettivi e strategie.  Il resto è osservazione, pratica e aggiustamento. Di solito bastano 3-4 incontri per consentire ai corsisti di iniziare a praticare il talento del maestro. Naturalmente si tratta di uno schema che va allenato costantemente affinchè si sviluppi.

Tutti possono accedere a questo tipo di insegnamento o bisogna avere particolari doti o attitudini?
L'importante è avere curiosità, motivazione, ed essere disposti a mettere fra parentesi ciò che si ritiene giusto o scontato.

Pier Giuseppe Moroni, noto hair-designer italiano, ha aderito al progetto, facendo e dimostrando cosa?
L'evento del 7 giugno aveva una durata di due ore e mezza: era una specie di trailer. I partecipanti hanno avuto l'opportunità, dopo aver ricevuto alcuni brevi esempi e spiegazioni, di un vedere all'opera un indiscusso maestro del taglio intuendo e interiorizzando cose che nei soliti show sulle pedane nessuno nemmeno percepisce. In sostanza, hanno avuto un assaggio di quello che è l'aspetto interno della maestria di Moroni: pensieri, finalità, stati emotivi, criteri di scelta. Perchè l'espressione di un talento si vede da ciò che fa, ma le sue radici sono in fondo all'anima.