di Camilla Sernagiotto

Se prima di uscire di casa qualunque donna ci mette almeno mezz’ora per truccarsi e prepararsi, moltiplicate per tre il tutto quando si parla di attrici prima di un ciak.

Ma quando l’attrice in questione è un attore che deve essere trasformato in un personaggio del gentil sesso, allora moltiplicate il tutto per sei ed elevate alla seconda: il travestitismo sullo schermo non è certo una passeggiata!

Incubo di qualsiasi truccatrice sul set, il lavoro che sta dietro alle varie Mrs. Doubtfire ed Edna Turnblad di Hairspray equivale a quello per restaurare la Cappella Sistina!

Non è stato affatto semplice rendere Dustin Hoffman una rossa occhialuta in Tootsie così come ci è voluto parecchio tempo per trasformare Patrick Swayze e Wesley Snipes nelle due perfette drag queen del film A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar.

Nonostante uno dei casi più famosi di personaggio en travesti del grande schermo sia quello di Robin Williams in Mrs. Doubtfire, il cinema ha avuto esempi di travestimenti fin dagli albori: risale infatti al 1933 Viktor und Victoria di Rheinhold Schünzel, reso celebre dal remake diretto da Blake Edwards nel 1982 con Julie Andrews nei panni femminili di Victoria Grant e in quelli maschili di Victor Grezhinski.

Quello della Andrews è tuttavia un’eccezione: sono più frequenti i camouflage che trasformano l’uomo in donna, come accade a Tony Curtis e Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo o a Cary Grant in alcune scene del film di Howard Hawks Ero uno sposo di guerra.

L’apogeo del travestitismo viene però indubbiamente toccato sul set di Connie e Carla: la pellicola narra di due ragazze, aspiranti stelle del varietà, che assistono ad un omicidio.

Testimoni scomode, decidono di sparire scappando a Los Angeles, dove iniziano a fingersi uomini che si spacciano per donne.