di Camilla Sernagiotto

Il blu a Hollywood non è certo da sottovalutare, se si pensa che è valso il record di incassi di tutti i tempi: ormai più celebri dei Puffi, gli esserini bluastri per eccellenza, Avatar ha rilanciato questo colore amato e odiato, visto con sospetto nelle versioni più elettriche e invece metabolizzato nelle sfumature più soft.

Da Lost a Le Iene, il blu è sempre presente: nella verniciatura azzurra del pulmino della Dharma, nella giacca di Eddie il Bello, così come in ogni angolo di set e red carpet.

Ormai è diventato così di moda da far sembrare il tappeto rosso semmai un tappeto blu: a furia di parrucche per assomigliare a Katy Perry in versione Fata Turchina nel suo video California Gurls o, per portare un esempio ancora più celebre di chioma bluastra, a Marge Simpson, le tinte cerulee sono diventate un must sia sullo schermo che lungo la Walk of Fame.

E se spesso la scelta del colore sottostà ad esigenze di copione, come nei casi di divise della polizia, capita anche che venga adottato per una questione estetica o, chissà, simbolica: lo scelse Seth MacFarlane per creare la maglietta del suo personaggio Christopher "Chris" Griffin nella serie omonima, lo predilesse Kubrick quando fu il momento di scegliere il triciclo di Danny in Shining, optò per quello anche Robert Zemeckis, che vestì con una camicia a quadri azzurra e blu il suo Forrest Gump nella famosa scena della panchina che fa da cornice a tutto il film.

Volenti o nolenti, il colore del cielo è quello che più amano ad Hollywood, forse perché ricorda tanto quel firmamento di cui tutti vorrebbero fare parte.