di Floriana Ferrando

Alla tela da disegno ha preferito il monitor sottile dell’iPad e come pennello usa le dita. David Hockney, noto esponente della pop art insieme a Andy Warhol, ha detto addio a cavalletti e colori e anziché la tavolozza ora usa la tavoletta. Digitale, ovviamente. È, se vogliamo, la pittura 2.0, l’ultima frontiera dell’arte figurativa.

Già la statunitense Corliss Blakely e più recentemente l’inglese Kyle Lambert, che con i suoi ritratti di star e celebrità della musica e del cinema su iPad aveva raggiunto il successo, si erano cimentati nella nuova tecnica artistica. Questa volta, però, le opere in questione hanno avuto particolare risalto trovando posto alla Fondation Pierre Bergè - Yves Saint Laurent di Parigi, a due passi dalla Tour Eiffel, dove  resteranno fino al prossimo gennaio.

Fleurs Fraîches, questo il titolo della mostra, raccoglie le creazioni di Hockney dell’ultimo anno esposte direttamente su una quindicina di iPad; di settimana in settimana le opere cambieranno e saranno sostituite da nuovi disegni che l’artista invierà quotidianamente alla galleria d’arte, per un totale di oltre 200 lavori. “Io disegno fiori ogni giorno e li invio ai miei amici in modo che abbiano fiori freschi ogni mattina”, racconta Hockney. Da qui il nome dell’esposizione.

A dire il vero, l’arzillo settantaduenne inglese, anche noto illustratore e fotografo, non è nuovo all’arte digitale. I suoi primi esperimenti risalgono a vent’anni fa, ma allora gli strumenti a disposizione lasciavano a desiderare e i Pc erano troppo lenti per stare al passo con la mente vulcanica dell’artista. Oggi le cose sono cambiate e in una manciata di minuti (e con pochi dollari ma con tanto talento) si può dar vita a vere e proprie opere d’arte. L’artista ha sperimentato l’anno scorso per la prima volta l’applicazione Brushes per iPhone quasi per gioco, inviando i suoi dipinti agli amici; colpito dall’immediatezza del gesto e dalla velocità di reazione dei destinatari, non ha battuto ciglio e si è convertito al telefonino Apple e alle infinite possibilità artistiche offerte dal gadget. Da lì al più spazioso schermo dell’iPad il passo è stato breve. 

Una trovata decisamente al passo con i tempi della condivisione digitale e degli aggiornamenti in tempo reale: “Puoi disegnare un’alba alle sei di mattina - spiega l’artista - e farla circolare per le sette”, per non parlare della possibilità di portare la tavoletta digitale sempre con sé e dare così sfogo al proprio talento in qualsiasi posto e momento. Hockney è pronto a scommetterci: “Anche Van Gogh ne sarebbe andato pazzo”.