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di Raffaele Mastrolonardo


Trafitti da proiettili, smembrati da seghe, ammaccati con martellate, brutalizzati da un ascia e travolti da treni in corsa. Nessuno si sognerebbe di acquistarli ridotti così ma non si può negare che, anche in queste condizioni, un certo fascino lo esercitano egualmente. Stiamo parlando degli iPad, dei Mac, degli iPhone e degli iPod sottoposti al processo di distruzione creativa ideato dall'artista di origine tedesca Michael Tompert. Trasformati, semi-distrutti e ridotti brandelli, i gadget più in voga di questo momento storico sono stati impietosamente fotografati e sono diventati una mostra d'arte.

Ex dipendente Apple e tuttora grande fan del marchio, Tompert ha inteso in questo modo esprimere un “punto di vista alternativo” dei prodotti dell'azienda di Steve Jobs. “Sono belli dentro. Sono belli quando li apri”, ha detto, aggiungendo che i modelli usati per la mostra erano tutti rigorosamente nuovi di zecca. “Non si trattava di distruggere oggetti vecchi. Si trattava di analizzare la relazione con gadget nuovi”. Una relazione che, a volte, raggiunge uno stadio di culto e sulla quale l'artista ha deciso di intervenire con mano pesante.

“Sono disegnati per essere così scarni e semplici – come il monolite di 2001 Odissea nello Spazio – e tutti vanno pazzi per questo. Ho voluto dire: rilassatevi, guardate che cosa c'è dentro”. L'ispirazione per la mostra è arrivata dalla vita familiare. Una sera i suoi due figli litigavano per chi dovesse giocare con l'iPod e Tumpert, intervenuto, ha gettato il dispositivo per terra rompendolo. La visione del gadget distrutto e lo stupore dei figli lo ha spinto ad elaborare ulteriormente l'idea. Si è così armato di vari arnesi di distruzione e li ha impiegati per scardinare i prodotti della Mela. “Fra tutti – ha raccontato ai giornalisti – il più difficile da rompere è l'iPad: è praticamente indistruttibile”.