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di Raffaele Mastrolonardo


Invece del pennello, le dita. Ma non è una scelta volutamente primitivista, al contrario un modo per esplorare le potenzialità artistiche dei tablet, i nuovi supporti destinati in questo 2011 ad una grande diffusione. Tra coloro che hanno scelto questa strada c’è il pittore Don Shank che ha messo da parte la tavolozza, si è armato di una tavoletta digitale Apple per produrre una serie di dipinti astratti dalle reminiscenze cubiste e surrealiste e dal forte impatto. Soprattutto pensando che sono stati realizzati su un computer solo con l’ausilio dei polpastrelli. “Non ho problemi a dipingere con le dita”, ha scritto l’artista sul suo blog. “Anzi, mi piace molto”. Forse anche perché le mani non si sporcano di colore visto che devono solo sfiorare uno schermo a tocco, verrebbe da aggiungere. Il risultato comunque sono dita pulite e nature morte digitali, teste di sculture di pixel ma anche incursioni nel mondo del fumetto con ritratti dal sapore vignettistico (guarda).

L’applicazione scelta da Shank per le sue opere è Brushes, una delle più popolari per dipingere sull’iPad ma non certo la più sofisticata. Proprio la semplicità del software è una delle qualità più apprezzate dal pittore. “Ho provato Sketchbook Pro – ha scritto -, mi piace, è una grande app, ma mi attira di più la semplice immediatezza di Brushes”. Tra gli aspetti collaterali collegati all’uso di un supporto digitale come l’iPad ci sono possibilità precluse a chi dipinge in maniera tradizionale. Per esempio registrare e rivedere il processo di creazione: “Una delle cose più divertenti è riprodurre il dipinto e vederlo mentre si ri-crea”, dice l’artista. Grazie ad un’altra applicazione, è inoltre possibile condividere queste “azioni” rendendo così duplice il prodotto finale: l’immagine finita ma anche il film della sua realizzazione.

Quanto ai soggetti, per ora, si tratta per lo più di quadri astratti anche se Shank ha annunciato che proverà a cimentarsi in generi differenti per sondare le potenzialità pittoriche dell’iPad che, come dimostrano altri esempi, sembrano molteplici. A novembre l’ultrasettantenne David Hockney, esponente della pop art, è stato protagonista di una mostra a Parigi in  cui erano esposti i suoi dipinti floreali realizzati con il tablet dell’azienda di Steve Jobs. Prima di lui si erano confrontati con questa tecnica artistica la statunitense Corliss Blakely e, più recentemente, l’inglese Kyle Lambert con una serie di ritratti di star e celebrità della musica e del cinema.