di Floriana Ferrando

A chiunque abbia un iPhone è certamente capitato almeno una volta: si scrive un SMS in fretta, lo si invia al destinatario e solo dopo ci si accorge di avere digitato una vera castroneria e di essersi cacciati in una situazione al limite del comico. Tutta colpa della funzione di correzione automatica presente sui più recenti dispositivi Apple, dall’iPhone all’iPad, che invece di semplificare la vita, assicura la gaffe. Il sistema di auto-correzione funziona come il T9, il software presente ormai su tutti i tradizionali telefonini che velocizza la scrittura di un SMS inserendo intuitivamente una parola dopo avere digitato solo le prime lettere, ma basta un attimo di distrazione per dar vita a frasi senza senso ed espressioni a dir poco colorite che faranno rizzare i capelli al nostro interlocutore. Ora il sito DamnYouAutoCorrect raccoglie gli episodi più clamorosi segnalati dagli stessi protagonisti, che mostrano la conversazione “incriminata” inviando direttamente gli screenshot del loro iPhone.

Ecco così che una madre di famiglia desta qualche preoccupazione agli amici quando scrive: “Porto i bambini a vedere Satana”, anziché Santa Claus, mentre l’invito per uscire a festeggiare insieme il nuovo lavoro diventa una proposta indecente (Dan scrive: “You. Me. Celibate. Tomorrow night”, intendeva dire “celebrate”). C’è poi chi vuole sorprendere la propria fidanzata con una misteriosa “consegna speciale” (“special” in inglese), ma il correttore automatico ci mette lo zampino e scrive “sexual delivery to you”; mentre Jenna che vuole elogiare la personalità di un ragazzo si ritrova a mettere una buona parola sulla sua sudorazione (“perspiration” invece che “personality”). Per non parlare della romantica dichiarazione d’amore che prende una piega un po’ grottesca quando l’iPhone decide di scrivere “Führer” al posto di “futuro insieme”, o dell’imbarazzante messaggio di Kevin a cui si è rotta la penna ma che scrive: “I broke my penis (invece di “pen”) and it exploded all over my pants”. Mentre Lindsay è pronta per passare un pazzo fine settimana ma la gaffe è in agguato: “I’m ready to get cimcurcised” (voleva scrivere “crazy”) e il suo interlocutore, sbigottito: “C’è qualcosa di te che non so?”.

Insomma, il divertimento è assicurato. Ma se l’estroso messaggio arrivasse al proprio capo, o magari alla suocera, anziché ad un amico? Meglio correre ai ripari e disattivare la funzione di correzione automatica oppure provare a rendere più responsabile l’indisciplinato software seguendo le istruzioni riportate un po’ ovunque online.

Ma non ci sono solo le figuracce che dovrebbero preoccuparci, pare infatti che il T9 possa anche avere conseguenze negative sulle nostre capacità intellettive: uno studio del 2009 sostiene che la messaggistica di testo predittivo abbia ripercussioni sul cervello dei bambini rendendoli in generale più imprecisi e inclini ad un comportamento impulsivo nella vita quotidiana, mentre studi precedenti hanno dimostrato che il T9 rende la gente più ignorante in fatto di ortografia. Dunque ben venga il T9 ma teniamo alta la guardia se non vogliamo mandare a catafascio la nostra vita sociale, e i nostri neuroni.