di Camilla Sernagiotto

Se c’è una cosa che sul grande schermo non è ancora stata attaccata al chiodo, quella è il cappello.

Dai primissimi film ancora muti agli ultimissimi successi appena usciti nelle sale, su 120 minuti circa di pellicola almeno quattro hanno come protagonista un copricapo.

E tra i tanti modelli esistenti, quello che più di tutti ha vestito il capo alle star hollywoodiane è senza dubbio il Borsalino.

Conosciuto all’estero anche come “fedora”, si tratta di un cappello di feltro soffice che deve il suo nome all’omonima azienda italiana di abbigliamento.

Ma fin dagli albori, il Borsalino non era considerato semplicemente un copricapo, bensì un vero e proprio must to have ante litteram dalla fine dell’Ottocento sino a tutti gli Anni Cinquanta del Novecento: un uomo sarebbe uscito piuttosto senza pantaloni, ma mai dimenticandosi sulla cappelliera il suo fedora.

E anche il grande schermo, da sempre enorme specchio della società e dei costumi umani, l’ha accolto tra le sue braccia più di una volta: da Humphrey Bogart in Casablanca fino ad arrivare a Leonardo DiCaprio nel film Shutter Island, non c’è attore che non abbia mai recitato una parte senza Borsalino in testa.

A celebrare questo protagonista assoluto della settima arte ci ha pensato la mostra Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie curata da Gianni Canova per la Fondazione Borsalino: una carrellata sulle pellicole italiane e internazionali che rende giustizia al cappello di De Niro ne Gli Intoccabili, a quello di Jean Paul Belmondo nel capolavoro firmato Godard Fino all’ultimo respiro fino ad arrivare a quello che ha assistito a tutte le mirabolanti avventure di Indiana Jones.

Dal 18 gennaio al 20 marzo 2011 presso la Triennale di Milano sarà possibile godersi un rewind cinematografico che farà gola ai veri cinefili, amanti del cinema con tanto di cappello.