di Federico Guerrini

Negli ultimi tempi sono nati parecchi siti che cercano di incanalare le dinamiche meno edificanti del mondo del lavoro – competizione, amicizia, pettegolezzi, rivalità – in servizi online che stanno a metà fra i social network professionali e i “confessionali” dei reality show televisivi. Honestly.com, per esempio, permette di spiattellare commenti e giudizi sgradevoli su un collega restando perfettamente anonimi. Branchout, invece, “fruga” fra le informazioni professionali dei contatti Facebook per creare una rete professionale alternativa a quella di LinkedIn e simili.

L’ultimo nato di questa nuova razza di ibridi ludico-impiegatizi si chiama Cubeduel e, come suggerisce il nome stesso, consiste in una specie di duello telematico in cui bisogna votare il proprio preferito fra un collega (o ex collega) e un altro; in fondo si tratta di una versione modernizzata del vecchio gioco della torre. Non sono consentiti commenti – si evitano così gli aspetti più sgradevoli di Honestly.com, ma soltanto voti.

Per giocare, bisogna consentire al servizio di accedere al nostro profilo professionale su LinkedIn; a questo punto, il programma estrae dalla nostra scheda i nominativi e le foto di alcuni ex colleghi e le confronta a due a due, faccia a faccia. A quel punto bisogna scegliere con quale dei due si vorrebbe lavorare e scartare l’altro. Dopo venti di questi “duelli”, si ha diritto a visualizzare anche il proprio ranking, scoprire cioè la percentuale di duelli vinti, sulla base del giudizio di colleghi ed ex tali.

Cubeduel ha incontrato subito un grande successo, tale da sorprendere gli stessi ideatori, Adam Doppelt e Tony Wright, due intraprendenti programmatori di Seattle. “Nei primi giorni si sono iscritte migliaia di persone, più di 240 mila solo nei primi tre giorni dal lancio, metà delle quali ha votato cinquanta o più volte, mentre uno su cinque ha votato più di cento volte – ha spiegato Wright al magazine TechFlash”.

In molte fra le maggiori aziende del ramo hi-tech  – come Microsoft, Amazon, Google, Yahoo e eBay – Cubeduel è diventato il nuovo passatempo preferito dagli impiegati, tanto che qualche giorno fa, LinkedIn ha sbarrato temporaneamente l’accesso alle sue Api (le interfacce di programmazione, mediante cui i servizi esterni possono “dialogare” col network), a causa dell’eccessivo numero di richieste e dell’eccessiva frequenza delle stesse.

Il problema è poi rientrato e Cubeduel è nuovamente attivo. Ad ogni modo, l’incidente non ha turbato più di tanto Doppelt e Wright: “Le nostre aspettative non erano enormi – racconta il primo – non stavamo pensando di creare il nuovo Google, volevamo soltanto creare un progetto divertente e imparare alcune cose, per cui il resto è tutto oro che cola. Se LinkedIn dovesse decidere di estrometterci in maniera permanente, ci limiteremmo a ringraziare, sorridere e congedarci”.