di Carola Frediani

Pac-Man come L'Isola dei famosi. Sacrilegio o consacrazione che sia, sta di fatto che la tendenza a trasformare tutto in un reality ha investito anche il videogioco “arcade” per antonomasia. Che sta per essere tradotto e riadattato in uno show per la tv. Il programma, ancora in fase di progettazione e che vede coinvolti sia i proprietari del marchio di Pac-Man, l'azienda Namco Bandai Games, sia la società di produzione Merv Griffin Entertainment, sarà simile a Wipeout, un altro reality angloamericano in cui i concorrenti devono superare una serie di prove di abilità e destrezza fisica, come saltare da un pallone all'altro senza cadere in acqua (la cosiddetta sfida delle Big Balls).

In questo caso però i partecipanti dovranno probabilmente muoversi in un labirinto, sfuggendo a dei fantasmini o qualcosa del genere: i dettagli su come verrà reso il gioco ancora non ci sono, e i commentatori si stanno sbizzarrendo in multiple ipotesi. Per ora bisogna accontentarsi della dichiarazione di Roy Banks, il presidente della Merv Griffin Entertainment: "L'idea è di prendere Pac-Man e riportarlo in vita". E se state pensando che era meglio lasciarlo dove stava, nell'olimpo dei giochi da bar che hanno fatto la storia della cultura popolare degli anni '80, sappiate che è comunque una battaglia persa.

Pac-Man è come un'araba fenice, risorge ogni volta dalle sue ceneri digitali per rivivere in qualche altro medium, in un continuo gioco di rimandi e di citazioni, spesso spontaneo e nato dal basso, dagli utenti, secondo quel fenomeno di partecipazione ai fenomeni mediatici indagato dallo studioso Henry Jenkins nel saggio Cultura convergente.

Infatti non è la prima volta che Pac-Man - il videogioco nato nel 1980 per le macchinette a gettoni situate nei locali pubblici, dove un personaggio sferico di colore giallo deve mangiare dei puntini muovendosi in un labirinto e sfuggendo nel contempo a quattro fantasmi - approda sugli schermi televisivi: negli anni '80 c'era già stato un cartone animato anche se, per la verità, di poco successo.

Ma la passione degli utenti per questo gioco non si è mai estinta, e Pac-Man è stato anche rappresentato dal vivo, in spazi fisici, facendo muovere delle persone in un teatro; è stato raffigurato dentro le strade di Manhattan; è stato calato dentro le Google Maps; è stato fatto rivivere come logo animato di Google in occasione dei 30 anni del gioco. E inoltre è diventato il protagonista di un trailer di un film (inesistente); è stato riprodotto da artisti e designer sotto forma di murale. Qualcuno, inoltre, ne ha pure "scoperto" lo scheletro originario.

Il reality show insomma è solo l'ultima delle sue tante incarnazioni della palla gialla. E forse, a pensarci bene, nemmeno la più originale.