di Camilla Sernagiotto

Chissà se Madonna sarebbe diventata quello che è se fosse uscita sul palco davanti a migliaia di fan in tuta, se sui Red Carpet si fosse presentata con un insipido tailleur e se al posto delle autoreggenti strappate avesse sfoggiato calze contenenti 100 denari…

Probabilmente adesso si ritroverebbe come una delle tante meteore del firmamento hollywoodiano, precipitate a caduta libera nell’oblio, o meglio: conciata così, non ci sarebbe nemmeno mai arrivata su un palco, su un Red Carpet e soprattutto nel firmamento dei famosi.

Per un V.I.P. (o un aspirante tale) lo stile è tutto, motivo per cui Veronica Ciccone non dovrebbe mai smettere di ringraziare Maripol Fauque, conosciuta semplicemente come Maripol oppure come "la ragazza della polaroid" per via degli innumerevoli scatti che riusciva a collezionare in una sola serata a colpi di macchina fotografica.

Una francesina trasferitasi a New York alla fine degli Anni Settanta non fa certo notizia, ma se di professione fa la stylist e nel suo Curriculum Vitae può scrivere a caratteri cubitali di aver influenzato i look di Grace Jones, Cher, Keith Haring e Madonna, la notizia c’è eccome!

E a omaggiare l’importanza di Maripol nel panorama della moda degli Eighties ci pensa un libro: Little Red Riding Hood (Damiani Editore), un vero e proprio viaggio nel mondo incantato della donna che creò lo stile di Madonna per la copertina di Like a Virgin e per il film Cercasi Susan disperatamente, riuscendo ad influenzare il fashion di due decenni o più.

Tra braccialetti, croci, collane, pizzi e calze strappate, la Regina del Pop ha avuto l’onore di accogliere alla sua corte un genio della moda che l’ha resa un’icona immortale.