Due giovani soci, un’agenzia pubblicitaria sommersa dai debiti e uno strozzino che di secondo lavoro fa il macellaio: sono le premesse di Come un dinosauro in un bicchier d’acqua, romanzo di Marco Agustoni edito da Liux Edizioni, di cui pubblichiamo uno stralcio in anteprima:

Tutti quegli sproloqui di Daniele a proposito di viral marketing, passaparola, date e folle oceaniche mi hanno messo addosso una strana ansia.
Forse è la stessa angoscia che prova un naufrago quando si accorge che davanti a sé ha soltanto una paperella di gomma, e si rende conto che è l'unico oggetto galleggiante a portata di mano. Cos'è meglio, affondare con dignità o cercare di salvarsi aggrappati a un ridicolo giocattolino?
"Finora, non siamo riusciti a farci conoscere dalla clientela come avremmo dovuto", ecco cosa mi ha detto Daniele, frugando fra i cassetti della scrivania in cerca di un qualche documento che neanche doveva esserci, dato che là dentro ci tiene solo le calze e le mutande di ricambio.
“Per riuscire nel nostro scopo a fronte delle attuali condizioni di gioco” ha proseguito sistemandosi i polsini della camicia, “non ci resta che affidarci a una forma di pubblicità non convenzionale”.
A quel punto ho sospirato in cerca della sua bottiglia di Vov, per constatare però con disappunto che non si trovava sulla scrivania.
"Ascoltami bene, Alex. Il punto è questo", si è infine deciso.
Ho provato a fargli presente che lui, con la grammatica e con la punteggiatura, non ci ha mai saputo fare, ma non mi ha nemmeno voluto ascoltare e ha ripreso il suo discorso.

"Noi spargeremo la voce di un evento misterioso e indeterminato. Fisseremo una data e un luogo senza mai spiegare di cosa si tratta, senza fornire nemmeno il minimo indizio sulla nostra identità".
Al che ho azzardato, vagamente confuso: "E poi daremo la colpa a qualcun'altro?".
"Ma no, stammi a sentire...", mi ha fermato lui, stizzito, passandosi le mani nelle tasche della giacca ed estraendovi penne, elastici, graffette e post-it spiegazzati. "Noi lo scriveremo sui muri, su volantini, manifesti, metropolitane... lo annunceremo su internet. Ripeteremo fino all'esasperazione un luogo e una data, fino a che la gente non comincerà a chiedersi che cosa accadrà in quel particolare posto a quella determinata ora. Si spargerà la parola, diventerà una specie di leggenda metropolitana. Al nostro lavoro si aggiungerà quello di chi vorrà diffondere la voce".
A quel punto, sollevando il dito al cielo, si è alzato ed è andato a guardare dietro il vaso del nostro ficus defunto e ne è tornato estatico reggendo in mano la sua bottiglia di Vov.
"Allora, che te ne pare?", mi ha domandato versandosi il liquore in una tazza e pucciandovi degli Abbracci del Mulino Bianco.

Nella cultura greca antica esisteva un termine particolare, ubris, che non ha una esatta trasposizione in italiano, ma che su per giù si potrebbe tradurre come "tracotanza". Nello specifico, peccare di ubris significa sfidare gli dei spinti dalla propria superbia e dalla propria arroganza.
Tale concetto, però, implica in qualche modo che questo stronzeggiare con le supreme divinità dell'Olimpo si concluda con una raffica di calci da parte degli dei stessi e, parallelamente, con la condanna certa a un destino di inenarrabili sofferenze.
Ecco, noi in questo momento stiamo peccando di ubris. Proprio come prima, ma in un certo senso ancora più di prima. E per questo, ovviamente, saremo puniti. Lo implica il termine stesso. Ubris. Non suona già un po' come "verremo presi a calci dagli sgherri di Zapata e condannati a un destino di inenarrabili sofferenze sotto le ruote del suo SUV?”.

Ma io ho deciso di fidarmi del mio socio, del mio amico, di Daniele, e di seguirlo nella sua caduta libera giù fino al fondo dello sciacquone. L'ho fatto perché ho bisogno di qualcosa in cui credere, ciecamente e dissennatamente. È stata una scelta di fede, la mia.
E quando si sceglie la fede, si sa, inevitabile arriva il martirio.
Sarò ricordato come Sant'Alessandro Sfracassato di Botte, patrono degli indebitati.
Ma ancora una volta, non è questo il punto.
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Tratto da: Come un dinosauro in un bicchier d’acqua di Marco Agustoni, Liux Edizioni (pp.174, euro 12,90)