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di Federico Guerrini


C’è gente che proprio non ne vuol sapere, di restare coi piedi per terra. Ha bisogno di spazio e di nuovi orizzonti. Una soluzione potrebbe quella di rivolgersi a Virgin Galactic, il cui patron, Richard Branson, sta da tempo lavorando al “turismo dello spazio”: gite fuori dall’orbita terrestre per persone senza problemi economici (un biglietto costa duecentomila dollari) che vogliono provare l’emozione di osservare il nostro pianeta da un’angolazione insolita. Per chi non può o non se la sente di lanciarsi in quest’avventura, Internet sembra fatto apposta per consentire anche ai “terricoli” di ammirare le meraviglie del Cosmo dalla prospettiva di un astronauta.

Basta collegarsi al sito Iss.Astroviewer per veder scorrere sotto di sé la Terra dalla stessa prospettiva da cui la vedono i membri della Stazione Spaziale orbitante Internazionale (Iss). La vista satellitare è ricavata da Google Maps, e viene aggiornata ogni secondo, mentre dal planisfero sottostante è possibile avere un quadro complessivo della posizione della Stazione rispetto ai continenti sottostanti. Iss Astroviewer è opera di un programmatore tedesco, Dirk Matussek, che ha realizzato anche una mappa interattiva del cielo notturno visto dalla Terra.

Le ultime iniziative di comunicazione sui social network della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Europea forniscono ulteriore materiale per gli amanti dell’astronomia.

Su Twitter, tutti o quasi gli astronauti che si avvicendano sulla Stazione, hanno un loro profilo attraverso il quale forniscono aggiornamenti sulla missione, dialogano coi follower o inseriscono link a servizi di photo-sharing come TwitPic o Flickr, dove postano spettacolari immagini della Terra vista dallo spazio. È il caso dell’americano Ron Garan, conosciuto sul network come @astro_Ron che, assieme ad altri colleghi, cura anche un blog, Fragile Oasis.

Il sito, da un lato vuole contribuire a divulgare i risultati scientifici ottenuti sulla Stazione Spaziale, e, dall’altro, “ispirare le persone a migliorare la vita sul nostro pianeta” partendo dalla prospettiva unica di chi, osservando la Terra dall’esterno, riesce a comprendere meglio degli altri quanto bella e fragile sia la nostra esistenza su questa piccolo masso, “il terzo, a partire dal Sole”.

Prima di Garan hanno usato il Web e i social media in maniera coinvolgente altri viaggiatori dello spazio, come il nostro Paolo Nespoli, appena rientrato alla base dopo una permanenza di sei mesi alla Iss. Nespoli si è rivelato un abilissimo comunicatore, dialogando via radio con scuole del nostro Paese, chattando in video attraverso il sito della rivista Wired, coinvolgendo i suoi 47.000 fan su Twitter con più di 800 foto, una più bella dell’altra; tanto da essere perfino candidato agli Shorty Awards, gli Oscar di Twitter.

Nespoli si è ispirato in parte al lavoro di un suo predecessore, il giapponese Soichi Noguchi che, dall’alto dei cieli, aveva postato immagini e fantastici video su YouTube.

La palma per l’utilizzo più fantasioso dei social media, spetta però forse all’americano Douglas H. Wheelock che, lo scorso ottobre, ha effettuato un check-in dallo spazio (ossia ha segnalato la propria posizione usando un sistema Gps) attraverso il network di geolocalizzazione Foursquare, guadagnandosi il distintivo di “Nasa Explorer”.

Anche Wheelock è stato candidato agli Shorty Awards, vincendone uno nella categoria Real Time, per una straordinaria immagine della Luna vista dallo spazio.