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di Massimo Vallorani

Ci voleva un geniaccio come Quentin Tarantino e la sua decisiva benedizione per sdoganare definitivamente il nostro cinema di serie b degli anni 70 e 80. Quello che veniva più prosaicamente cinema di "chiappa e spada" e vedeva nelle sue file una serie di attori e attrici bravi e diventati oramai oggetti di vera e propria venerazione. Chi non ricorda Lino Banfi e Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali e Franco e Ciccio, Renzo Montagnani, Jimmy il Fenomeno, Pippo Franco, Mario Carotenuto, Lando Buzzanca, Tomas Millian, e Bombolo. Per non parlare delle bellezze da loro spiate dall'immancabile buco della serratura: da Edwige Fenech a Anna Maria Rizzoli, da Lory Del Santo e Nadia Cassini, fino a Carmen Russo, Gloria Guida e Barbara Bouchet, tutte donne bellissime che han fatto impazzire milioni di italiani.

Ebbene, proprio per onorare quel pubblico che affollava le sale cinematografiche di provincia e non solo, è nata l'idea di una mostra all'Atelier Gluck Arte di Milano (dal 22 giugno al 1° luglio) dal titolo quanto mai significativo "W la Foca" . Un omaggio particolare e divertente a questo genere squisitamente italiano che rende giustizia ad un genere troppo spesso bistrattato. La mostra raccoglie più di 100 manifesti originali: si va da "Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda" (1972) con una Edwige Fenech in gran forma, a pellicole quasi dimenticate, perse, ritrovate, svalutate e rivalutate, proprio come il mitico "W la foca" (1982) che dà il titolo alla mostra stessa.

Un percorso attraverso un genere tutto da ridere e da riscoprire attraverso dei pezzi originale e che svela anche degli aspetti insoliti: la maestria di quei veri e propri artisti che disegnavano a mano i manifesti per questi film riassumendo in pochi (geniali) tratti il senso comico e un po' scollacciato della pellicola senza mai cadere in una volgarità gratuita, oppure cadendoci alla grande ma sempre con gusto e ironia consapevole.

Ironia e competenza anche affidata alle mani esperte del giornalista e critico cinematografico Filippo Mazzarella che, il giorno dell'inaugurazione della mostra (il 22 giugno), traccerà un breve percorso nella storia di questo momento indimenticabile del nostro cinema.