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di Floriana Ferrando

Che le strade del sesso e dell’infedeltà siano ormai sempre più digitali, è cosa risaputa. I recenti scandali Tiger Woods e Anthony Weiner, per citare solo i due casi più famosi, avevano entrambi un comun denominatore: tutto è iniziato da un messaggino hot, poi sfociato in vere e proprie avance, con tanto di tradimento virtuale e scandalo conseguente. Sbaglia però chi pensa che le vittime del sexting (dall’unione fra “sex” e “text”) siano soprattutto i maschi.
A giudicare da un recente studio condotto dai professori di sociologia Diane Kholos Wysocki dell'Università del Nebraska e Cheryl D. Childers della Washburn University, sono le donne quelle più disinibite nella pratica del rimorchio 2.0.

Secondo i dati della ricerca “Let My Fingers Do the Talking: Sexting and Infidelity in Cyberspace”, circa due donne su tre ammettono senza problemi di avere inviato fotografie di nudo e messaggi sessualmente espliciti via cellulare, mentre gli uomini sono solo la metà. Dunque, la pratica del “sexting” si tinge di rosa. Tuttavia non ci sarebbe da preoccuparsi (o almeno non troppo) se il gioco si esaurisse in uno scambio di effusioni virtuali per fuggire alla monotonia della vita reale. Ma dalla ricerca emerge anche un’altra tendenza: sarebbe ancora il gentil sesso il più propenso a incontrare il proprio partner virtuale nella vita reale, l’83 per cento delle donne rispetto al 67 per cento degli uomini.

Eppure, se ci si ferma agli ultimi scandali con soli uomini a rimanere incastrati, qualcosa non sembra tornare: o le donne sono più furbe e fanno maggiore attenzione, oppure i dati della ricerca non sono troppo attendibili. D’altronde basta analizzare il campione di riferimento per capire che i risultati non sono del tutto scientifici (o, quanto meno, piuttosto parziali). Ai 68 quesiti oggetto del test hanno risposto online 5187 adulti, tutti utenti di AshleyMadison.com, il più noto portale web per infedeli destinato a uomini e donne sposati, una sorta di portale di scambisti, insomma.

Condotta nel 2009, l'indagine ha indagato sull'uso che gli utenti fanno di Internet, anche e soprattutto per quello che riguarda nuove amicizie e comportamenti sessuali. Non ci vuole certo un esperto del settore per capire che un gruppo di scambisti abituati al tradimento del partner (o, nella migliore delle ipotesi, “solo” potenziali traditori) non possa essere considerato rappresentativo a livello nazionale, anche se Diane Wysocki non ci metterebbe la mano sul fuoco: “Il tradimento – spiega al New York Times - è vivo e vegeto, ma il sexting è in forte aumento”.

E l’amore “finché morte non ci separi” o il certamente più comodo divorzio, dove sono finiti? Wysocki ha le idee chiare anche su questo. A metterci lo zampino sarebbe stata la crisi economica: “Non credo che Internet stia portando le persone a tradire. Sembra che il problema stia nel matrimonio, che è il problema sociale più grande. Prima la gente avrebbe solo chiesto il divorzio, adesso invece per qualche ragione le persone rimangono in casa con il partner e tradiscono”. Il professor Bradford Wilcox, autore di uno studio sul declino del divorzio, spiega meglio: “Il calo dei divorzi potrebbe avere a che fare con la crisi economica. Quando l'economia è alla canna del gas le persone sono meno propense a buttarsi in un divorzio perché sono preoccupate della casa, del costo degli avvocati…”. Non c’è che dire, fra tutti gli effetti che la crisi può avere sulle nostre vite, a questo proprio non avevamo pensato.