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di Camilla Sernagiotto

Sei stanco? Allora sdraiati, ma rigorosamente a pancia in giù e stando immobile.
Se poi c’è qualcuno che ti scatta una foto e la posta su Facebook, su Twitter o su Instagram, tanto meglio!

Di cose strane se ne vedono ogni giorno, ma a giudicare dalle facce basite dei vecchietti immortalati sullo sfondo delle istantanee che documentano il nuovo fenomeno di massa, questa lo è più delle altre…

Si chiama Planking, dall’inglese “plank” ovvero asse, e si basa proprio su una posizione del corpo che imita una tavola.

Sopra il pavimento, coricati sulla cassetta della posta, sdraiati su un prato o addirittura sul tetto di casa, chi si è dato al planking è come se si fosse convertito a una specie di surf immobile.

A brevettare la bizzarra tendenza, ovviamente due americani: Gary Clarkson e Christian Langdon, che lo definiscono una sorta di Parkour per pigroni.

Si tratta di uno sport urbano pensato per le persone che non amano salti pericolosi, arrampicate ed estremismi vari: basta un posto in cui sdraiarsi per un momento.

Ma un altro ingrediente essenziale perché la ricetta del planking funzioni è un pizzico di faccia tosta che permetta di resistere all’imbarazzo dato dai passanti, che osservano i planker come se fossero pazzi e in Italia è sorta anche una Federazione su Facebook.

Le regole sono semplicissime:

1) la posizione da assumere deve prevedere le braccia lungo il busto e la punta dei piedi rivolta verso terra, proprio come se si stesse in piedi ma in orizzontale;

2) deve essere fatto in uno spazio pubblico;

3) più persone si riesce a coinvolgere, meglio è.

E se dettami così essenziali ricordano le regole del Fight Club, anche l’epidemia del planking rievoca quella del film cult: in pochi riescono a resistere alla tentazione di farsi fotografare a pancia in giù!

Un’altra regola non scritta ma ovvia riguarda lo stare immobili.

L’unico movimento consentito è quello reso con la tecnica dello Stop Motion in eventuali video inerenti al fenomeno, come quello che segue: