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di Floriana Ferrando


“La realtà fa schifo”, “C’è bisogno di una rivoluzione” e ancora critiche e proteste contro l’intero sistema governativo e la società statunitense. Ma per farlo niente striscioni, né marce di protesta e megafoni, a Dan Tague basta una manciata di dollari. No, non è l’ennesima torbida storia di corruzione bensì la trovata artistica di un fotografo americano e attivista politico che ha lasciato che siano i bigliettoni verdi a parlare per lui.

In sostanza, Tague ha preso una serie di banconote da un dollaro e le ha piegate minuziosamente fino a cento volte in tante piccole parti incastrandole fra loro in maniera più o meno ordinata e manipolandole in modo che ne risultasse – in un attraente collage di lettere sgualcite e accartocciate – una frase di senso compiuto che desse voce al malcontento del popolo a stelle e strisce.

Poi le ha sistemate su uno sfondo nero e le ha immortalate. Una sorta di origami parlante, insomma. Così ecco prendere vita slogan del tipo “Vivere liberi o morire” e “Non fidarsi di nessuno”, passando per il più drammatico “Stato di paura” e il grido di speranza “Restiamo uniti”. Senza dimenticare “Salviamo la costa”, in riferimento al disastro ambientale abbattutosi sulle coste del Golfo del Messico lo scorso anno per mano della multinazionale British Petrolium.

Un’idea azzardata quella di dare voce alla protesta attraverso la moneta americana, da sempre icona indiscussa del potere occidentale, ma certamente di effetto. Tuttavia in un momento storico dove la crisi economica pende sulle teste di tutti come poche volte prima e dove i listini di Wall Street sono un campo minato, l’artista di New Orleans non avrebbe potuto scegliere un soggetto con maggiore valenza simbolica. D’altronde se il denaro può tutto, perché non potrebbe anche parlare? E magari pure protestare?

La raccolta artistica (che mescola arte, fotografia e anche scultura) si intitola “Live free or die” (Vivere liberi o morire), dal motto ufficiale dello stato americano del New Hampshire. La serie ispirata ai dollari è l’opera più celebre di Tague ma la tematica pacifista e anti-capitalista è ricorrente nei suoi lavori, basta ricordare “Cost of War/Price of Freedom” (I costi della Guerra/Il prezzo della libertà), dove l’artista ha riprodotto sullo sfondo della banconota americana le sagome di soldati, carri armati e altri simboli di guerra. “Ero preoccupato per i costi della guerra e per come il governo non si stava prendendo cura dei suoi cittadini rimasti qui”, ha spiegato a Sky.it. La vera svolta, però, è avvenuta dopo che l’uragano Katrina si è abbattuto sugli Stati Uniti e in particolar modo sulla sua città, New Orleans: “Sono stato per sette giorni su un tetto a guardare la mia  casa affondare con tutto ciò che possedevo. Da allora il mio lavoro si è concentrato sul cambiamento politico e sociale”.