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di Federico Guerrini

Quando il generale Charles de Gaulle disse ai manifestanti del '68 parigino, “la ricreazione è finita”, si deve essere dimenticato di avvisare gli impiegati dei vari distretti commerciali della capitale. I quali, da inizio luglio, stanno combattendo una guerra senza quartiere contro gli uffici rivali, a colpi di post-it.

Sì, proprio quei piccoli bigliettini colorati su cui in teoria dovrebbero prendere appunti di lavoro. Tutto è partito, e non poteva essere altrimenti, da un'impresa che crea e realizza videogiochi, la Ubisoft, nel suo campo una delle maggiori al mondo. Un bel giorno, sulle grandi vetrate trasparenti del palazzo dove ha sede l'azienda, nel quartiere di Montreuill, è comparso un alieno del vecchio gioco per console Space Invaders, disegnato assemblando post-it di vari colori. Alla Bnp-Paribas, la maggiore banca francese, i cui uffici si trovano proprio dall'altra parte della strada si devono esser detti che non potevano essere da meno. E il giorno dopo, sulla facciata dell'austera società è spuntato un bel Pac-Man.

Quello che è successo in seguito dimostra che, in un certo senso, De Gaulle ha perso e che, pur costretta in giacca e cravatta e rinchiusa otto ore al giorno in un scatoletta ad aria condizionata, l'immaginazione è ancora al potere. Da Montreuill infatti “La Guerre des Post-it”, si è estesa ad altre zone: dal modernissimo insediamento della Défense all'enclave di Issy-Les-Moulineaux, dove hanno sede le maggiori compagnie di telecomunicazioni francesi, coinvolgendo lo staff di colossi come l'emittente France24, Coca Cola France e di istituti bancari come Sociéte Générale e compagnie di distribuzione dell'energia come Gdf/Suez.

In un sussulto di energia creativa e buon umore, sono spuntati sulle vetrate in plexiglass personaggi dei fumetti e dell'animazione come Bart Simpson, Super Mario Bros, Superman e l'Uomo Ragno e dolci volti femminili, da Marylin Monroe alla Gioconda. Le combinazioni di cartoncini colorati si sono fatte sempre più complesse e ardite, tanto da richiedere l'utilizzo del computer per progettare i ritratti. Quelli della Ubisoft, sempre loro, hanno voluto strafare e per un'immagine di un personaggio del gioco Assassin's Creed, hanno usato più di 3.000 post-it e occupato tre piani della sede aziendale. Dei ritratti giganteschi di Asterix e Obelix, alti sei piani, sono invece apparsi sul palazzo della Sociéte Générale.

Nel frattempo, la post-it war si è estesa ad altre città, come Lille e Lione ed è approdata anche su Facebook, dove in una pagina apposita sono state raccolte le foto delle composizioni più belle, e in un sito Web creato dall'agenzia di comunicazione Gustibus et Coloribus. Sul servizio di content-curation Storyful, la redattrice Aine Kerr ha creato un resoconto per video e immagini di tutta la vicenda.

In tutto questo, una domanda sorge spontanea: ma i capi, cosa dicono? Secondo Stephane Heude, capo progetto di Gdf/Suef, la battaglia è “positiva dal punto di vista sociale, perché unisce lavoratori che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di incontrarsi”. Ci sono segnali però, che la pacchia potrebbe essere quasi giunta al termine: il grattacielo di uno dei primi contendenti, Bnp-Paribas, è stato completamente ripulito da adesivi di ogni genere: pare che i clienti mugugnassero per questa mancanza di serietà, in piena crisi economica.