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di Benedetta Fallucchi

Come reagirebbe un antico romano davanti a un multiaccessoriato bagno giapponese con tanto di Wc che emette musica? O davanti a un casco da parrucchiere? O, semplicemente, davanti a un cestino portabiti?
È questo – tanto semplice quanto efficace – lo spunto che fa da premessa a un insolito manga che ha ottenuto in Giappone un enorme successo di pubblico, oltre a due prestigiosi premi. Si intitola Thermae Romae, l'autrice è Mari Yamazaki e il 19 ottobre arriverà anche in Italia, pubblicato dalla casa editrice Star Comics.

Molti romanzi e film, per non parlare di fumetti e serie tv, hanno fatto ricorso ai mondi paralleli e altri espedienti ucronici. Tanto per fare qualche esempio, Mark Twain e Un americano alla corte di Re Artù, lo strutturatissimo La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger, il classico Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, le serie Star Trek e Lost. Di volta in volta lo stratagemma narrativo assume valenze diverse, parodistiche o finanche drammatiche, spesso presentando i malcapitati viaggiatori come una variante dell'indigeno di Rousseau nella loro incapacità di confrontarsi con gli oggetti quotidiani di una realtà e un tempo sconosciuti. 

In Thermae Romae l'aspetto che prevale è senza dubbio quello comico. Anche perché il protagonista del manga, Lucio Modesto, è sì totalmente stupefatto e incapace di raccapezzarsi nella nuova dimensione, ma mantiene sempre quel tanto di spocchia imperialistica degna di un cittadino di Roma. Il tutto, inoltre, è amplificato dai ricorrenti fraintendimenti dovuti all'incomunicabilità linguistica.
Lucio è un ingegnere romano dal fisico statuario (ovviamente), un progettista di terme che, durante l'impero di Adriano, cerca di accreditarsi e di uscire dall'anonimato. Ci riuscirà grazie a un inaspettato fato: durante un bagno termale, viene improvvisamente risucchiato in un buco sul fondo della vasca e si ritrova scaraventato nel Giappone moderno. Per la precisione si ritrova all'interno di un “onsen” giapponese – sullo sfondo della stanza la rappresentazione di un monte che ha tutte le fattezze del sacro monte Fuji ma che Lucio scambierà per il Vesuvio – circondato da strani volti, quelli dei giapponesi, ovvero il “popolo dalla faccia piatta”, nella sua definizione. Come spiega Claudia Bovini della Star Comics, a partire da questo episodio si dipanano le esilaranti avventure di Lucio. Scopre tecnologie o semplici strumenti “di cui non conosce la provenienza, dai quali rimane perennemente scioccato. Le espressioni di stupore di Lucio e le sue considerazioni sugli oggetti che incontra durante gli spostamenti sono la base su cui si sviluppa la comicità del manga”.

In Giappone la pubblicazione è già arrivata al quarto volume, annunciato per il prossimo dicembre.

Il riscontro in patria, a oggi, è stato enorme: sono state vendute 3 milioni di copie e Fuji Tv ha iniziato a girare una serie per la televisione. Così come i riconoscimenti ottenuti – l'Osamu Tezuka e il Manga Taisho Award – sono di tutto rispetto.  L'Osamu Tezuka è un premio in onore di Tezuka, ovvero colui che è ritenuto il padre del fumetto giapponese, mentre il Manga Taisho Award è promosso da un comitato formato dai principali esponenti delle librerie/fumetterie giapponesi, che eleggono il manga più popolare tra il pubblico. Niente male per un fumetto nato come un prodotto di nicchia, a detta dell'autrice.

E in Italia? La Star Comics – che porterà Mari Yamazaki a Lucca Comics – ha deciso di rischiare, sperando di incuriosire anche i connazionali con una storia tanto originale: è vero che la cultura delle terme fa parte del nostro patrimonio culturale, ma è anche vero che – a differenza dei giapponesi – non rientra più nelle pratiche di socialità italiane. D'altra parte, dice Bovini, “leggendo in anteprima Thermae Romae ci siamo subito accorti che i parallelismi tra Roma e Giappone, dal punto di vista della passione per le terme, sono più che fondati. Tutti gli episodi raccontati sono ampiamente documentati dal punto di vista storico e culturale e il risultato è assolutamente sorprendente”

Mari Yamazaki ha raccontato al quotidiano Asahi Shimbun all'indomani del conseguimento del  premio Osamu Tezuka nel 2010, che l'idea del manga è nata da diversi fattori. Dai racconti del marito italiano, amante della storia romana, e dal senso di smarrimento provato nei vari paesi europei in cui ha vissuto e in cui non era mai possibile farsi un bagno alle terme.
Durante la stesura del primo volume la mangaka viveva a Lisbona e tanto soffriva l'assenza delle terme che si era comprata una vasca di gomma per bambini dove, comprimendosi, riusciva a procurarsi un surrogato di bagno. In un contesto così “ostile”, l'unica consolazione era ritrovare, quasi ad ogni scavo visitato, resti di antiche terme romane: “Da un lato i romani che hanno lasciato strade e acquedotti meravigliosi, dall'altra i giapponesi con la ricca tradizione delle terme rigeneranti: quello che li accomuna è la cultura del bagno ed è il concetto che volevo trasmettere”.