di Nicola Bruno

Altro che tonnellate di pagine di manuali da imparare (a memoria). Alla Northwestern University, prestigiosa università a nord di Chicago, la storia contemporanea si studia in compagnia di Donald Draper e degli altri personaggi delle serie più cult del momento.
"Mad Men, consumismo e cambiamento sociale negli anni '60" è il titolo di un corso ideato dal docente Michael Allen per gli studenti al primo anno di storia. “Mad Men offre una descrizione vivida dei professionisti della classe media alla fine degli anni ‘50 e agli inizi dei ‘60 - spiega Allen - Ci mette a disposizione una emozionante lente attraverso cui guardare tutti gli argomenti che sono di solito insegnati in un corso di storia”. Ogni settimana gli studenti guardano uno o due episodi della serie tv e poi ne discutono in classe: “In questo modo - aggiunge il professore - riusciamo ad andare a fondo di una varietà di argomenti, come il boom economico, i cambiamenti nella famiglia, le controversie politiche, i problemi di razza, la sessualità”. E le matricole sembrano più che contente: “Impariamo in un modo molto più semplice”.

Dopo aver stracciato ogni record nel mondo della musica e della cultura pop, di certo Lady Gaga non si sorprenderà di essere finita anche lei dentro un corso accademico. L’Università della Carolina del Sud ha infatti lanciato la classe "Lady Gaga e la sociologia della popolarità". In un percorso che parte dai mostri sacri della teoria musicale (come il filosofo tedesco Theodor Adorno) fino ad arrivare alle ultime ricerche in tema di “celebrity studies”, “gay studies”, “business e marketing”, il corso mette a disposizione tutto un syllabus dedicato a Lady Germanotta: dalle interviste più controverse, passando per i video scandalo e la sua impeccabile gestione dei social media. Il tutto, spiega il docente del corso, con l’obiettivo di “fare una sociologia informata dal punto di vista teorico e acuta dal punto di vista metodologico, in grado però di essere anche divertente e utile”.

In quanto a divertimento, di certo avranno poco di che lamentarsi anche gli studenti del McDaniel College che quest’anno potranno approfondire “South Park e i problemi della contemporaneità”. Attraverso episodi selezionati delle 15 stagioni del cartone cult di Comedy Central, verranno affrontati i temi sociali più caldi tra quelli presi di mira - sempre con sano cinismo - da Stan, Kyle, Eric e Kenny.

Con tutti i vampiri che ormai popolano l’immaginario contemporaneo, poteva poi mai mancare un corso dedicato agli “Zombies in Popular Media”? Gli studenti potranno approfondire l’ampia letteratura in materia, pescando dal mondo delle serie tv (a cominciare magari da The Walking Dead), del cinema, con incursioni nei settori ancora più prolifici dei videogiochi e dei fumetti.

Dagli zombie agli universi magici, poi, il passo è breve. Almeno per i docenti universitari statunitensi che non si sono fatti scappare la fine della saga Harry Potter per dedicare al maghetto inglese il corso “E se Harry Potter fosse reale?”: un’indagine su cosa è fiction e cosa e realtà, a partire proprio dalle pagine più famose di JK Rowling.

Nella lista dei corsi universitari più curiosi del momento, la webzine Daily Beast segnala decine di altre chicche: dall’ormai stranoto “Filosofia di Star Trek”, all’interdisciplinare “Fisica per il futuro Presidente degli Usa”, passando per le analisi letterarie delle rime del rapper Tupac e i processi linguistici alla base del gioco da tavola Scrabble - quest’ultimo insegnato addirittura a Princeton, una delle Università più severe al mondo.

Se negli Stati Uniti di certo non manca il coraggio di portare la cultura popolare dentro le aule universitarie, in Italia c’è ancora molto da fare. Il docente a contratto Simone Regazzoni, autore di “La filosofia di Lost” e “Harry Potter e la filosofia”, ha avuto non pochi problemi lo scorso anno con l’Università Cattolica di Milano, quando ha dato alle stampe “Pornosofia. Filosofia del pop porno”.

La cultura popolare continua invece a tenere banco all’Università di Torino, dove nel corso di “Filosofia Teoretica” lo studioso Maurizio Ferraris, dopo aver indagato l’ontologia di Matrix, propone quest’anno l’avvincente “Anima e iPad. Mente, coscienza e società nell’età del web”.