di Marco Agustoni

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Il Burlesque è sexy e giocoso, ma in un certo senso non è affatto un gioco. Certo, è possibile portare un po’ del suo fascino e della sua seduzione all’interno della vita di tutti i giorni, ma se si vuole farne una professione, allora bisogna allenarsi duramente e considerarlo un vero e proprio lavoro. Per capire quali sono i segreti di questa forma d’arte, abbiamo parlato con tre professionisti del mestiere. La prima è la californiana Kitten DeVille, che abbiamo intervistato prima del suo show di sabato 22 ottobre al Salon Parisien di via Ascanio Sforza a Milano, organizzato dall’agenzia Voodoo Deluxe. Ecco che cosa ci ha rivelato.

Cosa si deve aspettare il pubblico dal tuo show di stasera?

Divertimento sensuale, giocoso e speziato!

Sul palco, tra sensualità e divertimento, per te cos’è più importante?
Entrambi. Il Burlesque è questo: è mescolare il sesso e il gioco, è camminare in bilico sulla linea che separa questi due aspetti.

Come si fa a mantenere questo equilibrio?
Penso che si tratti di essere capaci di flirtare, rimanere giocosi senza mai diventare volgari.

Cosa pensi che ci sia, all’origine del successo odierno del Burlesque?
Per me, il Burlesque è il Rock’n’Roll delle donne. Ha la stessa potenza: è live, è crudo, è sensuale. Ma è intrattenimento, non si tratta di andare a uno strip bar a guardare delle ragazze che si spogliano. Per questo piace alle ragazze e alle signore. E le donne amano anche l’idea di poterlo fare loro, proprio come quando guardi una rock band e pensi che potresti prendere una chitarra, esercitarti a suonarla ed esibirti. Si identificano con quella potenza sensuale che vedono sul palco, perché sembra facile… anche se in realtà non lo è affatto!

Le donne possono quindi prendere un po' di quel che vedono sul palco, e farlo loro nella vita di tutti i giorni per renderla più interessante?
Penso proprio di sì, è questo il bello del Burlesque: permette alle donne di essere sexy al di fuori degli stereotipi. E insegna a divertirsi con la propria sensualità, che è fondamentale.

Quanto si differenzia il tuo personaggio sul palco da come sei tutti i giorni? Siete una sorta di dr. Jekyll e mr. Hyde?
Direi di no, nella vita di tutti i giorni sono abbastanza simile a come sono sul palco, anche se ovviamente nei miei show porto la parte più estrema della mia personalità. Anche nella mia vita mi piace essere sexy e flirtare.

Quanto è studiato e quanto improvvisato, nei tuoi show?
Quel che faccio è ascoltare la musica e, quando sento un colpo di batteria o di fiati, tolgo un pezzo del mio costume. Quindi so in che punti voglio spogliarmi, ma tutto il resto è freestyle, così posso giocare con il pubblico o adattarmi al palco, che può essere più grande o più piccolo a seconda del locale. È come il Rock, per l'appunto: è spontaneo, non sai mai cosa può succedere.

Cosa consiglieresti a una giovane ragazza che volesse fare del Burlesque la propria professione?
Prima di tutto le consiglierei di capire chi è e di crearsi un personaggio originale, così da non copiare nessun altro ed essere immediatamente riconoscibile. Capire se ti piace muoverti lentamente o velocemente, in un modo provocante, teatrale o buffo. È il tuo stile che ti fa brillare sul palco. E sicuramente le direi di considerarlo un vero lavoro, perché è necessario gestire la propria carriera ed essere intelligente nell’amministrarsi. Non ci si deve svendere oppure fare le cose gratis, perché si tratta di un lavoro che richiede molto impegno e con cui ti devi mantenere. È difficile, ma se ci riesci è molto bello, è un mestiere che ti permette di divertirti e di viaggiare.