di Marco Agustoni

Kitten DeVille e Missy Malone: guarda la fotogallery


Leggi l’intervista a Kitten DeVille

Tutte le seduzioni del Burlesque: guarda l’album fotografico

Come ci ha svelato nella prima intervista Kitten DeVille, la conturbante performer che si è esibita sabato 21 ottobre al Salone Le Parisien di via Ascanio Sforza a Milano, per diventare una star del Burlesque sono necessari impegno e professionalità. Ma gli show non si fanno solo sul palco, bensì anche “dietro una scrivania”, studiandoli e facendo in modo che tutto vada per il verso giusto. Abbiamo chiesto quindi consiglio anche al francese Virgil Riccomi, fondatore dell’agenzia Voodoo Deluxe, nonché uno dei più quotati organizzatori di eventi Burlesque in Italia. Ecco che cosa ci ha raccontato in un’intervista esclusiva.

Ti occupi da tanto tempo di Burlesque?
Io nasco ormai vent'anni fa come dj e organizzatore di eventi nell’ambito delle serate vintage anni ’40 e ’50. Il Burlesque rientra in questo mondo retrò, per cui è stato spontaneo cominciare a interessarmene, anche se all’inizio non sapevo ancora bene in cosa mi stavo buttando. Già prima di farne un lavoro, comunque, collezionavo foto d’epoca di Betty Page, Tempest Storm e via dicendo.

Il Burlesque sta vivendo una fase di boom: cosa ci trova, secondo te, la gente comune?
Innanzitutto è una novità. In secondo luogo è una cosa che attrae le donne, e come tutto quello che le attrae crea interesse ed eccitazione. Poi restituisce anche la femminilità persa a queste donne, che si accettano di più per quel che sono, dopo che per anni le riviste le hanno abituate a canoni femminili che magari sentono come lontani.

Fai anche da talent scout, per queste serate Burlesque?
Sì, all’inizio lo abbiamo fatto molto, perché ne avevamo bisogno e volevamo creare degli artisti per i nostri spettacoli. Però oggi, visto che è di moda e tutti lo vogliono fare, è difficile trovare delle performer valide. Tutte vorrebbero essere sul palco senza prima lavorare. Invece come tutte le cose devi andare a scuola, allenarti, imparare e trovare la tua personalità. È bello che le donne si interessino a questo fenomeno e che ne facciano una passione, ma questo non vuol dire che sia per tutte: andare sul palco è un’altra cosa.

Quali devono essere le caratteristiche di una brava performer di Burlesque?
Devono essere delle vere artiste. Non importa il fisico, non importa essere magre o formose. L’importante è mettere in piedi uno spettacolo concreto che faccia sentire la personalità dell’artista.

Tra ironia e sensualità, da che parte pende l’ago della bilancia?
Dipende dalla location, dipende dal pubblico e dipende dal paese: ci sono tante variabili. Ti puoi trovare in un posto dove una performer non piace e il giorno successivo in un altro posto dove invece ha un successo enorme. Io personalmente non privilegio nessuna delle due cose, l’importante è che ci sia intrattenimento.

Quali consigli daresti a una giovane ragazza che volesse intraprendere questa professione?
Le direi di investire molto tempo e di non credere di ottenere subito dei risultati. Di passare almeno un anno di lavoro a studiare e di ripassare la Storia. E, una volta trovato uno stile che le si addice, crearsi un personaggio che sia riconoscibile e originale.