Whoopi Goldberg alla prima del musical Sister Act
Abruzzo-nigeriana, ecco la nuova Whoopi Goldberg

Di Fabrizio Basso


Arriva Woopi Goldberg in persona per guardare negli occhi, e nel ballo, la sua Deloris Van Cartier versione italiana. Si chiama Loretta Grace ed è una delle voci black più amate in Italia: vestirà i panni da suora al Teatro Nazionale di Milano fino al prossimo maggio. La Goldberg ha un lungo pastrano in lana e indossa sneaker. Sorride sempre sotto i suoi capelli aggrovigliati.

Miss Goldberg sempre tra le suore…
E’ divertente far convivere suore e non suore. E per me che ho frequentato da giovane scuole cattoliche lo è ancora di più: è stato emozionante ritrovarmi in quell’ambiente.

Chi è davvero Deloris?
Pù che un pesce fuor d’acqua una balena fuor d’acqua. Deve salvare se stessa. Poi interviene la Madre Superiora e la sfida si sposta su un piano più alto.

Di cosa è una metafora?

Del posto che ognuno di noi cerca nella vita. Vuole posizionarsi dove sta bene.

Sono stati tratti musical anche da altri suoi film, tra cui Ghost e Il Colore Viola: come mai solo in Sister Act si è esposta in prima persona?

Nessuno me lo ha mai chiesto (ride, ndr). Diciamo che non è capitato. Quando a sto giro me lo hanno chiesto sono rimasta stupita.

Le suore vengono a teatro?

Eccome. Queste musiche avvicinano a Dio, innescano più amore. Arrivavano a teatro come greggi e io le riconoscevo perché avevano l’aspetto di tanti pinguini.

Lei è cattolica?
Frequento poco la Chiesa ma credo che di questi tempi un po’ di religione non faccia male.

E’ vero che negli Stati Uniti è venuto a teatro Barack Obama?
Certo. Ma il presidente ha visto solo la seconda parte perché nella prima era impegnato a raccogliere fondi. Comunque gli è piaciuto.

Cosa la ha convinta a partecipare alla prima italiana?
Volevo vedere una ragazza giovane e nera cantare in italiano. Nelle vostre pubblicità ci sono così poche ragazze di colore.

C’è chi dice che sia ancora un limite nel mondo dello spettacolo.
Io ho avuto tutti i riconoscimenti possibili. Il colore della pelle non ha ostacolato la mia carriera. Forse l’età frena di più.

Ma ci sono film come “Via col Vento” che con attori troppo giovani non avrebbero appeal.
Infatti ci sono attrici, anche bianche, come Goldie Hawn e Meryl Streep che lavorano meno.
Bisogna sapersi reinventare. Ci vuole l’intelligenza per capire quando è il momento per cambiare rotta. Io faccio molta televisione. Bisogna sfruttare tutte le forme di comunicazione.

Da giovane amava più il cinema o il teatro?
La deludo: stavo ore davanti alla tivù. E c’erano solo tre canali. Mi stupiva come Bettie Davis e Jean Harlow cambiassero ruolo a ogni film ed erano sempre credibili. A un certo punto della mia adolescenza avrei voluto essere Elvis Presley.

Come si immagina a 70 anni?
Come oggi. Forse un po’ più grassa.

Sta valutando qualche copione?
Io? Sono pigra e ho una certa età…

Insomma che vuol fare da grande?
Semplicemente la grande!