di Fabrizio Basso

Talvolta già un nome indica una tensione al soprannaturale. Laura Abela ha scelto di chiamarsi L'Aura e dunque di aura si è ammantata. E forse la vede che circonda le persone. Come una nebbia sottile che avvolge e rassicura. Nativa di Brescia, 27 anni, che fosse una persona (e una personalità) speciale lo aveva già dimostrato nel 2005 quando ha pubblicato il suo album d'esordio Okumuki: il sito costruito era un cartoon popolato di fantasmi, quasi un anticipatore di American Horror Story, la serie in onda su Fox (canale 111 di Sky) ogni martedì alle ore 22.45. E il nomignolo di streghetta le è rimasto tra i fan. Il suo ultimo lavoro è del 2010 e si chiama Sei con me. Ora sta allestendo un nuovo progetto ancora top secret ma che sarà l'ennesimo capitolo nella storia di una voce tra le più belle e particolari dell'ultimo decennio.

Si consulta col suo angelo custode?
Certo.
Allora ci crede.
Tutti ne abbiamo uno. Io non ho la visione umana di lui. E' una ragionamento molto occidentale ma tranne quelle orientali tutte le altre religioni tendono a umanizzarlo.
Spesso se ne parla a vanvera.
Ai più piace mettere bocca su tutto.
Ma come si percepisce una presenza?
Da piccoli segnali. Un soffio d'aria negli occhi, ad esempio. Ma è una sensazione personale.
Lei ha sempre convissuto con queste belle presenze?
Fin da piccola ho sentito vicini a me gli angeli e Dio. Ma rispetto chi non ci crede e vive senza di loro.
E come assorbono energia?
Non lo so, di certo la prendono altrove. La realtà è quella che ti porti dentro.
Li capisce?
Li capisco e li rispetto. Io sono spirituale ma rispetto chi non lo è e ha una sua forza interiore inconsapevole.
E' più fata o strega?
Sono una streghetta buona.
E chi lo dice?
Nel 2005 per l'uscita di Okumuki ho costruito un sito a forma di casa popolata di fantasmi.
La differenza tra strega e fata?
Le fate sono eteree, le streghe carnali. Io sono molto carnale.
American Horror Story parla di case stregate: ha mai percepito presenze nelle case che ha visitato?
Milioni di volte e in particolare in quelle molto vecchie. Io sento la differenza tra un posto nuovo e anonimo e un altro che ha un vissuto: siamo fatti più di energia che di vibrazioni.
Chi vorrebbe incontrare dal passato in una di queste abitazione stregate?
Prima di tutto John Lennon. E poi Jeff Buckley.
Cosa chiederebbe a Lennon?
Se non gli è dispiaciuto morire così presto. O magari ne è stato felice. Non abbiamo risposta.
E poi?
Cosa sta facendo ora e se scrive sempre canzoni.
Ultima domanda?
Come riusciva a comporre canzoni così belle.