Scopri lo Speciale Case Stregate

di Barbara Ferrara

E se i fantasmi esistessero davvero e fossero tra noi pronti a manifestare la loro presenza? C’è chi, come la scrittrice Giovanna Furio, si è messa sulle loro tracce a studiarne le storie sepolte dai secoli. Il suo ultimo libro “I Fantasmi di Milano” ripercorre i luoghi in cui si sono avvicendati ed è un viaggio singolare a ritroso nel tempo. Un tuffo nelle acque torbide di una città che nasconde segreti inimmaginabili, nonostante la proverbiale ritrosia dei milanesi a relazionarsi con il paranormale.

Al di là delle atrocità, degli assassini e delle maledizioni descritte con dovizia storica, resta l’incanto e il sapore antico della narrazione. La voce di Giovanna Furio racconta storie al confine tra mito e realtà. Siamo a Milano eppure ci si sente inspiegabilmente catapultati in uno spazio senza tempo dove aleggiano libere tutte le nostre inquietudini.

Come nasce questa tua passione e quali sono stati i tuoi primi passi nel coltivarla?
Predisposizione naturale, me la porto dietro fin da quando ero piccola. Sono incuriosita da tutto ciò che non si vede, da tutto ciò che sento e percepisco. Profondo rosso l'ho visto a sei anni. All’epoca una delle mie grandi passioni erano gli antichi egizi e il culto di Osiride, tecniche di imbalsamazione incluse.
Cosa pensi della moda dell’horror che impazza? Per alcuni è una nuova religione, per altri un modo come un altro per esorcizzare le paure, per te che cos’è?
L'horror ha radici lontane nel tempo. E' un genere popolare perché c'è spesso bisogno di evadere una realtà che per diverse ragioni annoia o non piace. Per me è un modo di vedere la realtà ed esorcizzarla attraverso le mie paure. E' un modo per analizzarsi e analizzare ciò che ci spaventa. Ma è anche un genere di intrattenimento "elettrico" a cui non riesco a rinunciare.
Qualche indizio per riconoscere un luogo infestato?
Se hai una sensibilità particolare ti rendi subito conto se c'è qualcosa che appesantisce il luogo; altrimenti basta informarsi se particolari avvenimenti hanno toccato quel posto. Le vicende umane, le emozioni delle persone sono fonti di energia che restano, soprattutto nei luoghi.
Che dire di quelle innocenti sedute spiritiche che da ragazzini abbiamo fatto tutti? Sono una cosa seria?
Innanzitutto vorrei che lo scrivessi a caratteri cubitali, le sedute spiritiche sono da evitare. Perché? Perché credo che non ci sia ragione di andare a disturbare i morti, non sai mai cosa può succedere. E il fenomeno della suggestione può sicuramente giocare a favore della "squadra" del turbamento.
Il tuo film horror preferito e quello più deludente?
The Others di Amenábar e Fragile di Jaume Balagueró.
Questo tuo “sapere” influenza la tua vita privata? Se sì come?
E' un sapere del tutto intuitivo: a pelle riesco a capire, anche attraverso una mail o una chiacchierata al telefono col mio interlocutore se può nascere  qualcosa di buono.  Credo che sia fondamentale per tutti ascoltarsi, ascoltare le proprie sensazioni, quello che l’anima ha da raccontare a ciascuno di noi.
Consigli per tenere alla larga presenze indesiderate?
La sincerità paga: ”Non vi voglio in questa casa” è un messaggio chiaro.
Il detto: “Bisogna avere più paura dei vivi che dei morti” è credibile?
Credibilissimo.
Che rapporto hai con la morte? Sei superstiziosa?
Sereno: la morte fa parte della vita. Ho solo un vezzo di superstizione legato al mio lavoro: non ne anticipo nulla. Quindi alla domanda sui tuoi progetti futuri non risponderai? Proprio così.
La tua paura più grande?
Non avere più memoria delle mie emozioni. 
Il posto più inquietante che abbia mai visitato e quello più sicuro?
Bethanien a Berlino, un ex ospedale costruito nel XIX secolo dove venivano ricoverati i malati di tubercolosi. Qui si sono succeduti gli eventi più duri della storia della città. A detta di molti Bethanien è un luogo infestato. Un amico ha realizzato un bellissimo documentario su questo luogo: “Spirits in residence” di Bart Van Dijck.  Un posto di luce che mi ricarica è il luogo in cui vivo. Un’ora di corsa immersa nella natura mi rigenera.
Quanto i film mistificano la realtà?
I film sono meno spaventosi rispetto a ciò che può essere la realtà.
Esistono ancora secondo te quelle antiche figure che fanno parte della cultura popolare come l’Accabadora in Sardegna?
Senza dubbio esistono figure dal ruolo misterioso nel nostro tempo ma si tende a non parlarne, certi aspetti della realtà sono al limite del tabù.
Cosa consigli di leggere e di vedere a chi è interessato al genere?
Per iniziare consiglierei di leggere in biblioteca qualcuna delle opere del fondatore dello spiritismo Allan Kardec. Per quanto riguarda la fiction i primi libri che mi vengono in mente: A volte ritornano di Stephen King, La scatola a forma di cuore di Joe Hill, Orrore ad Amityville di Jay Anson, Christine la macchina infernale di Stephen King  e A haunted house di Virginia Woolf. Da vedere: Nosferatu il principe della notte di Herzog, Shining di Kubrick, The Others di Amenábar, The Orphanage di Bayona, La spina del diavolo di Del Toro e Poltergeist di Hooper.
Condividi l’affermazione di Pietro Citati: “La nostra condizione quotidiana... è quella di convivere con i fantasmi.”
Sì...con i puntini di sospensione però.